«La domanda interna frena ancora la ripresa»
Ai primi segnali positivi sul fronte della produzione e dell’occupazione fa da contraltare la stagnazione delle nostre imprese sul mercato italiano
REGGIO EMILIA. Avanti adagio. Sembra questo l’indirizzo preso dalle aziende di casa nostra nel 2015 stando alla indagine congiunturale di Unindustria. Nel trimestre ottobre - dicembre 2014 la produzione industriale ha evidenziato un lievissimo miglioramento (+0,2%) rispetto allo stesso periodo del 2013.
In recupero anche la dinamica del fatturato, che, sebbene non raggiunga i livelli di crescita registrati nel I trimestre dell'anno, cresce in termini tendenziali del 3,6%, principalmente per effetto di una crescita sui mercati esteri (+5,4%). Resta ancora debole la componente interna (+1,9%).
Il segnale di fiducia è dato dal fatto che la ripresa mostra segni di stabilità e concede un cauto ottimismo: tornano in aumento gli ordinativi acquisiti nel trimestre (+2,5%), di nuovo grazie alla domanda estera (+12,5). Buone notizie anche sul fronte occupazione, dove il segno torna positivo nella variazione tendenziale registrata (+0,7%).
Per quanto riguarda la produzione, la prima parte del 2015 dovrebbe essere caratterizzata da un parziale moderato miglioramento grazie soprattutto alla componente estera della domanda.
Il 56,5% delle imprese intervistate pensa di mantenere stabile i propri volumi di produzione, il 37% prevede di aumentarli contro il 6,5% che, al contrario, prospetta diminuzioni.
Per quanto riguarda gli ordini complessivi, se il 53,3% delle imprese non prevede variazioni, il 35,6% pensa di incrementarne la consistenza mentre il restante 11,1% ne pronostica una contrazione.
Relativamente agli ordini dall'estero, oltre la metà delle imprese prevede di mantenere stabili gli ordini in portafoglio, il 40% ne prevede un incremento a fronte del restante 7,5% che ne ipotizza un calo.
Segnali positivi anche sul fronte occupazione. In linea con una congiuntura che pare in leggera ripresa, le prospettive occupazionali per i prossimi mesi si presentano in miglioramento rispetto al passato. A fronte del 77,3% d'imprese che prevede di mantenere inalterato il numero dei propri dipendenti, il 22,7% ne prospetta un incremento.
«Stiamo registrando i segnali di una timida ripresa dell'attività economica - è il commento del presidente di Unindustria Mauro Severi - per ora sostenuta soprattutto dalle esportazioni grazie alla svalutazione dell'euro. Per l'economia italiana il 2015 può rappresentare l'anno spartiacque. Non dobbiamo, quindi, lasciarci sfuggire le opportunità offerte dal contesto internazionale per far sì che la ripresa si consolidi. E per farlo - chiosa Severi - non bastano le esportazioni. Il problema più urgente resta la debolezza della domanda interna; bisogna spingere sulle riforme strutturali, riattivare i consumi e gli investimenti con politiche mirate alla crescita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
