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«La proprietà smobilita» Sciopero al “Mercatone”

di Adriano Arati
«La proprietà smobilita» Sciopero al “Mercatone”

Rubiera: i sindacati accusano l’azienda di avere avviato “vendite promozionali” in vista della chiusura. Le accuse di Edera Spadoni (5Stelle) al ministro Poletti

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RUBIERA. Sciopero nazionale: quasi 4mila persone ad incrociare le braccia contro «il disimpegno della proprietà e l’approssimazione del management» del Mercatone Uno. E contro degli strani “saldi”. Nessuno scherzo, anche se la data scelta è quella di mercoledì 1° aprile, anzi. I sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil annunciano la mobilitazione su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento di oltre 3500 lavoratori e 79 punti vendita dello storico marchio in grave crisi, che a fine gennaio ha presentato domanda di concordato preventivo. Di motivi per protestare, attaccano i segretari nazionali delle tre sigle di categoria, ce ne sono parecchi. A partire dalla politica di vendita ordinata di recente: «Senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, senza rendere noti i criteri adottati per effettuare le scelte conseguenti, la direzione aziendale ha avviato “vendite promozionali” che, più realisticamente, appaiono come “esaurimento merce”» – rivelano. E «non è dato sapere quali siano le sorti di questi negozi una volta terminata l'operazione, sebbene sia tristemente immaginabile».

La data del 1° aprile non è casuale. Lo sciopero «contro il disimpegno della proprietà e l'approssimazione del management» arriverà nel giorno in cui il tavolo di crisi creato al ministero dello Sviluppo economico si ritroverà a Roma. Oltre allo sciopero, potrebbero arrivare altre forme di protesta, sempre il 1° aprile.

Le tensioni si spostano anche a livello nazionale. Maria Edera Spadoni, deputata 5 Stelle reggiana, attacca il governo Renzi per la gestione di quella che definisce una «crisi annunciata, che tocca anche la nostra provincia con il punto vendita di Rubiera . Un problema di entità nazionale, quindi, che ha colpito profondamente Rubiera, anche a livello emotivo. Il negozio rubierese è un piccolo simbolo del paese, attivo da decenni ed è uno dei più positivi dell’intero gruppo. Difficilmente sarebbe il primo a venir chiuso in causa di ristrutturazione aziendale, ma una riorganizzazione avrebbe conseguenze serie anche qui, soprattutto sulle maestranze. In questo scenario, si lamenta la Spadoni, non arriva «nessuna risposta dal governo Renzi e dal ministro Poletti». È stato creato un tavolo tematico, ma – sottolinea la deputata 5 Stelle – «non basta».

Quello che chiede sono «ulteriori opportuni ed urgenti provvedimenti, anche al fine di valutare tutte le soluzioni percorribili per contribuire alla salvaguardia dei livelli occupazionali». E per informarsi su eventuali acquirenti che possano entrare nella proprietà: «sono a conoscenza di un piano industriale del gruppo e delle aziende satelliti?» – chiede la Spadoni rivolgendosi al governo.

Quest’ultimo è il tema più caldo e delicato, come ricordato dalle sigle sindacali nel parlare delle svendite e dei passi successivi.

Nelle prime settimane dopo la presentazione della richiesta di concordato preventivo al tribunale di Bologna (competente per territorio, visto che l’azienda ha sede legale ad Imola), erano uscite voci su diversi gruppi, italiani e stranieri, interessati al marchio, notissimo, e alla fitta rete di punti vendita e di contatti già avviati. Pur con un’inevitabile ristrutturazione aziendale che avrebbe lasciato “sul campo” parecchi lavoratori, questa era considerata l’unica strada per salvare il Mercatone Uno. Ma nel prosieguo delle trattative, l’ottimismo è venuto progressivamente meno, come ricordato dai sindacati alcuni giorni fa, e a oggi pare non vi siano offerte concrete che possano far sperare in una conclusione almeno parzialmente positiva.

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