«Rotonda pericolosa Da 2 anni attendiamo le strisce pedonali»
Baiso, gli abitanti di Ponte Secchia: «Pericoli per gli studenti Lì prendono i bus per Sassuolo, rischiano di essere investiti»
BAISO. «Sono quasi due anni che aspettiamo l’attraversamento pedonale sulla rotonda. C’è pericolo per gli studenti e per tutti gli abitanti». C’è malumore fra gli abitanti Ponte Secchia di Baiso per la sicurezza sulla grande rotonda costruita un paio d’anni fa, uno dei principali snodi della circolazione per tutta la vallata del Secchia dalla zona ceramiche in direzione Sud. La rotatoria, che ha preso il posto del vecchio incrocio, unisce la provinciale 486, la fondovalle Secchia, alle due biforcazioni: quella verso Gatta, Castelnovo Monti e l’Appennino reggiano, e quella che conduce a Cerredolo e poi alla montagna modenese.
Uno svincolo di conseguenza molto trafficato, percorso giornalmente da migliaia di auto e da parecchi mezzi pesanti. A poca distanza dalla rotatoria si trovano le fermate dell’autobus che porta verso Sassuolo, linee utilizzate da gran parte degli studenti residenti in zona, per cui la cittadina modenese è più semplice da raggiungere rispetto a Castelnovo Monti o Reggio. Per agevolarli, il Comune di Baiso ha anche predisposto un pullmino, che fa il giro dell’area di San Cassiano per raccogliere i ragazzi e condurli alla fermata. E qui, racconta un gruppo di residenti, arriva il problema.
«Le fermate della corriera sono proprio lungo la strada, non c’è nessuna protezione, non ci sono strisce pedonali, non c’è nulla. È pericoloso, per gli studenti che scendono e devono attraversare. C’è sempre il rischio che una macchina arrivi a forte velocità e li investa, non ci sono segnalazioni», spiega Claudio Zini, uno degli abitanti di Ponte Secchia.
«Il problema vale per tutti: per chi deve attraversare per andare nei negozi lungo la via; per chi arriva dall’altro lato, dalla montagna», aggiunge. Sin dalla costruzione della rotatoria sono previsti gli interventi per realizzare gli attraversamenti, «ma non iniziano mai. Ogni tanto vengono dei tecnici a fare delle misurazioni, ci sono i picchetti piantati, ma nessuno parte. Pare ci siano dei problemi con alcuni proprietari privati che hanno lì il loro terreno», spiega Zini. La competenza è della Provincia. «Noi abbiamo chiamato tutti; ci rispondono sempre di sì, ma non si muove nulla».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
