Scoperta la truffa dello specchietto
Denunciati due siciliani che si erano fatti rimborsare con un trucco
SANT’ILARIO. È conosciuta come “truffa dello specchietto” ed è il modo con cui i malviventi spillano centinaia di euro agli onesti automobilisti.
Il trucco è molto semplice e solitamente viene messo in atto in una strada stretta o in un parcheggio: il truffatore, il più delle volte accompagnato da un compare, si apposta sulla sua automobile in attesa di una preda e quando uno sventurato automobilista gli passa vicino, scende sbattendo la portiera, lo accusa di avergli rotto lo specchietto durante la manovra e si fa risarcire il danno.
È quanto accaduto in questi giorni a Sant’Ilario, tra via Pogdora e via Montello. Per ben due volte i truffatori – un 22enne e un 35enne residenti a Noto, in provincia di Siracusa – sono riusciti a far cadere l’automobilista di passaggio nel loro tranello: in entrambi i casi, dopo aver lanciato un sasso contro l’auto per simulare l’urto l’hanno raggiunta e, a furia di suonare il clacson, sono riusciti a far fermare l’ignaro autista accusandolo di aver rotto il loro specchietto. Fargli accettare di non chiamare le forze dell’ordine e risolvere la vicenda con 50 euro per i danni, è stato un gioco da ragazzi.
Peccato che le facce dei due truffatori e la dinamica dell’inseguimento – nonostante i due avessero usato per il primo colpo un’Alfa Romeo nera e per il secondo un’Alfa Romeo grigia – non siano passate inosservate: alcuni attenti cittadini di Sant’Ilario hanno preso nota delle targhe e sono andati a segnalare ai carabinieri le strane operazioni viste.
Dopo qualche rapido controllo, i militari sono risaliti ai due giovani siracusani denunciandoli alla procura reggiana per truffa. A loro carico sembrerebbe esserci anche un’altra “truffa dello specchietto” compiuta a Ravenna la scorsa settimana.
Dopo lo spiacevole episodio capitato a Sant’Ilario, i carabinieri invitano tutti i cittadini incappati nei due truffatori a rivolgersi ai militari e formalizzare la denuncia. «Per evitare di cadere nei tranelli dei truffatori – aggiungono i carabinieri – è importante chiedere subito la compilazione della costatazione amichevole. Il truffatore, davanti a questa richiesta, potrebbe chiedere un pagamento del danno in contanti con la scusa che va di fretta. Opponetevi in modo deciso e se se continua a insistere chiamate subito i carabinieri». (m.r.)
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