Centro blindato per il corteo “No Opg”
Negozi chiusi, decine di agenti e carabinieri per 200 anarchici. Momenti di tensione per il sit in davanti al penitenziario
REGGIO EMILIA. Centro storico blindato, negozi chiusi e bancomat fuori servizio. Per il passaggio del corteo dei “no opg” le misure di sicurezza, ieri pomeriggio, sono state imponenti. In città sono arrivati, un po’ da tutto il nord Italia, manifestanti di matrice anarchica. Erano in circa 200, tra loro anche ex brigatisti rossi, come Maurizio Ferrari. Ma se il corteo non ha fatto registrare tensioni, più complessa la situazione in serata davanti all’Opg, dove i manifestanti si sono riuniti per un sit-in quando ormai era buio.
LE RAGIONI DEL CORTEO. «In occasione della chiusura programmata per legge delle strutture di contenzione, siamo qui per andare oltre. Per contestare anche il modello che si vuole sostituire»
E’ Pier Luigi Dall’Aquila, del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa, a spiegare l’iniziativa che li ha portati a Reggio Emilia. Una città non scelta a caso. E non solo perché Reggio, con altre cinque città in Italia, ospita un ospedale psichiatrico giudiziario. «Per noi Reggio è una città simbolo, perché qui sono partite le prime manifestazioni contro» spiega. E aggiunge: «Quello che critichiamo è un sistema, la concezione di pericolosità sociale e il trattamento di questa. Andiamo a chiedere un risarcimento per queste persone che sono state rinchiuse, al di là dei reati commessi». La rete dei collettivi antipsichiatrici ha affidato a un volantino il loro pensiero, dove parlano di «ergastolo bianco» per chi è rinchiuso negli Opg. Nella convinzione che il disagio, e la malattia psichica, debbano essere affrontati in un altro modo. Anche rispetto alle Rems, le nuove residenze che a giorni dovranno sostituire gli Opg.
CENTRO BLINDATO. Emergenze, e punti di vista, che ieri pomeriggio hanno letteralmente fatto irruzione in un centro storico blindato: quasi un centinaio i carabinieri e la polizia presenti. Non solo è scattato uno straordinario divieto di sosta su tutto il percorso del corteo – da piazza Gioberti, passando per piazza Del Monte, via Roma, stazione – ma anche il suggerimento, da parte delle forze dell’ordine, ai negozi interessati dal passaggio, di chiudere il periodo del corteo. Un appello al quale hanno risposto soprattutto le banche: Credem e Banca popolare San Geminiano e San Prospero di via Emilia hanno fermato gli sportelli bancomat. Oviesse e altri negozi lungo il percorso hanno chiuso qualche minuto.
SIT-IN ALL’OPG. La protesta in serata si è spostata davanti all’Opg. Un sit-in rumoroso a ridosso della recinzione che ha tenuto occupati poliziotti e carabinieri, per evitare “sfondamenti” potenzialmente pericolosi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
