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la protesta

Corteo antimafia a Brescello per far dimettere Coffrini

Enrico Lorenzo Tidona
Corteo antimafia a Brescello per far dimettere Coffrini

Manifestazione sotto il Comune l’11 aprile organizzata dalle associazioni emiliane. Al centro il “caso” Grande Aracri. «Il sindaco vuole restare, dobbiamo reagire»

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BRESCELLO  «Usare parole benevole, come quelle del sindaco Marcello Coffrini nei confronti di un condannato per associazione mafiosa come Francesco Grande Aracri, dà potere e legittimazione alle cosche attive in Emilia e ai loro esponenti. Per questo scenderemo in piazza e chiederemo con ancora più forza le dimissioni immediate di Coffrini».

A parlare è Sabrina Natali, modenese, area politica 5 Stelle e membro dell’associazione antimafia Agende Rosse di Modena, sezione del movimento nazionale con a capo Salvatore Borsellino, fratello minore del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio del 1992. Insieme a Natali c’è un folto gruppo di «liberi cittadini emiliani» (come li definisce lei stessa, «che va ben oltre le appartenenze politiche e il territorio locale») decisi a far dimettere il sindaco di Brescello con una manifestazione di piazza organizzata per sabato 11 aprile alle10, proprio attraverso il paese di Don Camillo e Peppone.

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Il corteo partirà da via Cavallotti, farà tappa davanti al centro culturale dove si tiene il consiglio comunale e si fermerà in piazza Matteotti davanti al municipio. «Siamo gente comune ma con un forte senso della legalità - spiega Natali - era da tempo che stavamo pensando di fare qualcosa ma ci siamo decisi dopo l’ultima assemblea di Coffrini, che non ci pensa proprio a farsi da parte nonostante una situazione che ai nostri occhi non è più tollerabile».

Brescello torna quindi ad essere al centro dell’attenzione dopo le parole del sindaco, «che hanno conferito una legittimazione vergognosa nei confronti di un mafioso - scrive Natali a margine dell’evento di piazza lanciato anche su facebook sotto l’egida di “Cittadini contro le mafie” - Ma sono in realtà solo la punta dell’iceberg di una situazione che si è creata fin dalla fine degli anni '70 e che coinvolge tutta la provincia di Reggio Emilia (e non solo). Dopo le tante parole, dopo l'ultima richiesta ufficiale di dimissioni da parte del vicepresidente della commissione antimafia, Fava, dopo la risposta (scontata e vergognosa) di Coffrini, è giunto il momento di agire e prendere una ferma posizione contro quello che sta avvenendo a pochi chilometri da casa nostra».

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Da mesi, infatti, Coffrini tenta di resistere alle bordate giunte dalle opposizioni in consiglio comunale, da una parte sempre più consistente del Pd reggiano e, non ultimo, da Claudio Fava, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia dieci giorni fa a Reggio Emilia ha presentato assieme a Libera una richiesta ufficiale di dimissioni per Coffrini. «Stiamo contattando tutte le associazioni antimafia che mi sono state segnalate e tutte le liste e i partiti politici - spiega Natali, che funge da portavoce -. Lasceremo la totale libertà di identificarsi nei propri simboli e bandiere per dare quel senso di trasversalità di partecipazione avendo l'unico obiettivo di dare un segnale forte. Il tempo delle parole e dei comunicati stampa è terminato. E questa mobilitazione non terminerà col corteo».

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