Gazzetta di Reggio

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GUALTIERI

I predoni del Po tornano a colpire

Mauro Pinotti
I predoni del Po tornano a colpire

Automobili danneggiate e barche affondate alla Lanca degli Internati. Gli episodi denunciati dai pescatori

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GUALTIERI  Dopo un periodo di relativa calma, alla Lanca degli Internati di Gualtieri, sono tornati i predoni del Po. Sono ripresi i furti, i vandalismi e tra i frequentatori è tornata la paura. Venerdì scorso, due auto che erano parcheggiate nei pressi dell'oasi naturalistica sono state svaligiate. A segnalarlo sono stati alcuni pescatori che hanno fotografato i danni alle auto per poi sporgere denuncia ai carabinieri di Gualtieri.

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Ma non è tutto. Altri pescatori del posto si sono visti affondare alcune barche mentre altre erano coperte di scaglie di pesci. Un guardapesca della Fipsas di Reggio Emilia ha effettuato un sopralluogo ed ha potuto appurare la presenza di una boa ancorata con un piombo alla quale, con tutta probabilità è stata attaccata una rete. E questo ha fatto ritenere che siano tornati nella zona bracconieri che pescano di frodo.

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Da qualche mese, vuoi per le piene del Po, vuoi per le cattive condizioni delle strade arginali che fino a poco tempo fa erano sommerse prima dalla neve e poi dal fango, la Lanca degli Internati non è stata più frequentata dai predoni del Po. Ma ora le vie di comunicazione che portano alla naturale insenatura fluviale sono pulite. Sul posto sono state notate tracce di grossi pneumatici, forse furgoni e fuori strada che sono tornati a calcare i sentieri per raggiungere la golena del Po ed immergere natanti con i quali, i bracconieri, dalla notte all'alba, percorrono il Grande Fiume a caccia di carpe e pesci siluro.

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Da Luzzara a Brescello, i predoni del Po hanno fatto razzia di motori e pescato siluri con mezzi illegali, a cominciare dai micidiali dispositivi elettrici fino ai tramagli e lenze con attaccati 500 ami. Alla lanca degli Internati di Gualtieri gli episodi più significativi con sequestri di tramagli oltre ai furti su auto private. Per questo, da più parti, era stato chiesto alla Regione di inasprire le sanzioni.

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La richiesta bipartisan riguardava la Legge Regionale 11/2012 "Norme per la tutela della fauna ittica e dell'ecosistema acquatico per la disciplina della pesca". Alcuni consiglieri regionali avevano presentato alla Giunta regionale una mozione con la quale si chiedeva "in presenza di fenomeni di bracconaggio, di valutare l'opportunità di procedere anche al sequestro amministrativo e all'eventuale confisca degli autoveicoli e dei natanti utilizzati, in aggiunta a quello, già previsto, degli strumenti e delle reti.Il bracconaggio - così proseguiva la mozione - è infatti un problema che si sta acuendo, come segnalano anche i recenti appelli degli amministratori locali e delle associazioni dei pescatori, che sottolineano la debolezza dei deterrenti oggi esistenti”.

PIRATI DEL PO: IL VIDEOREPORTAGE

Che fine ha fatto questa mozione? Inoltre alla 17esima edizione di “Carpitaly”, la mostra mercato del carpfishing e della pesca al siluro, che si è svolta nei padiglioni della Millenaria il 15 e 16 febbraio scorsi, si era svolto un convegno dal titolo “Bracconaggio 2.0: dai problemi alle soluzioni” che aveva visto la presenza di illustri rappresentanti delle associazioni di pesca sportiva, delle istituzioni locali, provinciali e nazionali oltre 200 pescatori arrivati da mezza Italia.

IL DOSSIER VIDEO SUI PRATI DEL PO

Ma dopo il clamore sui media suscitato dal fenomeno “bracconaggio”, si sta muovendo qualcosa o resta tutto come prima? C'è la volontà politica di trovare soluzioni per difendere il patrimonio ittico italiano?
Domande non più rinviabili dal momento che quello dei “predoni del Po” non si può assolutamente definire un problema risolto.
 

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