La Provincia dichiara 33 esuberi
Si tratta dei pre-pensionamenti che verranno attivati fino al 2016
REGGIO EMILIA. Tra il 2015 e il 2016 la Provincia conta di lasciare a casa 33 dipendenti. Sulla carta si tratta di esuberi, considerati tali in funzione del piano di razionalizzazione della spesa avviato con la riforma delle Province, che in maniera lenta ma inesorabile verranno tagliate. In realtà, però, gli esuberi ricadranno su altrettanti pre-pensionamenti suddivisi in maniera trasversale sull’organico. Si va dagli operai, agli impiegati, ai funzionari, ai quali sarà concesso di rimanere a casa da uno a due anni prima rispetto a quanto previsto, grazie all’applicazione dei requisiti pensionisitici precedenti alla riforma Fornero.
Per questi, quindi, si tratta restare a casa prima, con la pensione e il medesimo assegno Inps. Un provvedimento previsto dalla legge e che è stato deciso con un decreto dal presidente della Provincia Giammaria Manghi, che ha comunicato il piano all’Inps.
Si tratta perciò di un nuovo passaggio nel più ampio piano di ricollocazione dei lavoratori della Provincia di Reggio, che troveranno un posto di lavoro in altri enti locali. Con i 20 richiesti dal comune di Reggio, è salito a 90 il totale dei dipendenti di Palazzo Allende che potrebbero essere ricollocati nei municipi del territorio nell’ambito del processo di riforma dell'amministrazione provinciale. Pochi giorni fa il presidente Manghi aveva comunicato ai presidenti delle Unioni che si è deciso di non dar luogo a mobilità verso altri enti, al momento e fino al 31 marzo «e comunque non prima di aver appreso di quali funzioni l'ente si dovrà occupare nella nuova veste». Ciò non riguarda, invece, l'istituto del comando. «Mi pare- aveva detto Manghi - che i sindacati abbiano giudicato positivamente il confronto». Verrà poi fissato un termine temporale massimo per i dipendenti che volessero presentare richiesta di mobilità interna. (e.l.t.)
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