Nozze gay, già partito l’altolà del Viminale
A pochi giorni dalla doppia trascrizione firmata dal sindaco Luca Vecchi il ministero sollecita l’intervento del prefetto: «Sono atti da annullare»
REGGIO EMILIA. Il Viminale non demorde: i prefetti possono cancellare le nozze same sex contratte all'estero fatte registrare a livello comunale (e presto porterà nuovi argomenti a sostegno di questa potestà). E ripete: le coppie omosessuali «non possono, al momento, far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione delle unioni celebrate all'estero». Lo ha ribadito, ieri alla Camera, il sottosegretario all'Interno Filippo Bubbico interpellato sulla sentenza del 9 marzo scorso con cui il Tar del Lazio ha sostanzialmente stabilito che la trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all'estero, può essere cancellata o rettificata solo in forza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria.
Tutto questo suona come una bacchettata al Comune di Reggio dal momento che proprio mercoledì scorso, il sindaco Luca Vecchi ha trascritto i matrimoni celebrati all'estero di due coppie omosessuali. Fra di loro, Maria Emanuela Lanzerotti e Conchita Nicolao che, sposate a Faro (Portogallo) nel 2013, sono state accompagnate in Comune dai parenti, da amici e dai vertici di Arcigay Reggio Emilia. «Arcigay Reggio Emilia saluta con gioia la decisione del sindaco Luca Vecchi di aver ascoltato la volontà della città - aveva affermato Alberto Nicolini dell'Arcigay Gioconda - che più volte si è espressa con migliaia di firme a favore del riconoscimento dei matrimoni omosessuali contratti all'estero. Ci teniamo a ringraziare le due coppie che con noi hanno lottato a favore di questo passo nella direzione dell'uguaglianza, anche a nome di coloro che non possono permettersi di andare all'estero o di celebrare apertamente il proprio amore per timore di ritorsioni».
Quanto alla posizione del Viminale, per i deputati di Centro Democratico, Lorenzo Dellai e Gian Luigi Gigli, il Tar parla di «una questione meramente procedurale» e non intacca l'illegittimità delle trascrizioni. Bubbico conferma: è così. Il ministero dell'Interno resta infatti convinto «della sussistenza in capo al prefetto - fermo restando il potere dell'autorità giudiziaria - della titolarità del potere di annullamento d'ufficio delle trascrizioni illegittimamente eseguite» perchè tocca a lui vigilare «sull'ordinata tenuta dei registri dello stato civile». Un compito che gli dà un potere maggiore di quello di un sindaco, aggiunge il sottosegretario. A Bologna, ad esempio, è andata proprio così: il prefetto, in base a queste funzioni, ha cancellato le nozze gay contratte all'estero e trascritte dal comune.
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