Proposta la fusione tra Quattro Castella, Albinea e Vezzano
A Montecavolo il primo incontro per discuterne I sindaci Tagliavini e Bigi: «E’ una opportunità da cogliere»
QUATTRO CASTELLA. «È molto positivo che il Pd di Albinea, Quattro Castella e Vezzano avvii un confronto sui nuovi assetti istituzionali dei tre Comuni». È con queste parole che Andrea Tagliavini, sindaco di Quattro Castella, commenta l’incontro che si terrà domani sulla possibile fusione dei tre enti.
«Come è successo alle imprese durante questa crisi economica – continua il primo cittadino – anche le istituzioni devono darsi forme organizzative e strutture adeguate ai tempi e ai cambiamenti. Ottomila comuni in Italia sono troppi: questo numero è un costo in termini di inefficienza e lentezza decisionale che il Paese non può più permettersi, quindi ognuno è chiamato fare la sua parte e penso che dalla provincia di Reggio Emilia e dai nostri comuni possa partire un segnale di modernità e cambiamento. Sarò ovviamente presente all’incontro di domani – conclude Tagliavini – anzi ho caldeggiato l’avvio di un ragionamento intorno alle gestioni associate e alle fusioni tra comuni, iniziando a parlarne con i cittadini che, devo dire, sono molto interessati all’argomento».
E l’entusiasmo non si respira solo a Quattro Castella: anche a Vezzano, il comune meno popolato con 4mila e 280 abitanti, l’idea della fusione è stata accolta con benevolenza. Almeno dal primo cittadino Mauro Bigi.
«Da quando nel 2008 il nostro comune è entrato nell’Unione Colline Matildiche – spiega il sindaco – la prospettiva di una fusione è sempre stata presente. In base alla legge in vigore per i comuni con meno di 5mila abitanti, poi, alla fine di quest’anno saremo obbligati a far convergere tutti i nostri servizi all’interno dell’Unione. Da questa situazione a una fusione vera e propria, insomma, il passo è breve. Il rischio per noi – continua – è anzi quello di avere un consiglio comunale che deliberi sul bilancio ma non lo gestisca. Ben venga, quindi, la fusione. Anche se, personalmente, ritengo che il parlamento dovrebbe prendere una posizione più chiara su questo tema, indicando sin da subito un numero minimo di abitanti per cui il Comune possa esistere: mille, tremila o cinquemila.
"Per noi sarebbe una cosa obbligata, anzi è meglio dire naturale – aggiunge il sindaco Bigi – ma in ogni caso sono convinto che la fusione porterebbe dei benefici ai cittadini in termini di qualità, di maggiori servizi e di minori costi, e quindi tasse. La paura dei cittadini è che si possa perdere l’identità territoriale. Ma a Vezzano – conclude il primo cittadino – ogni frazione ha la sua identità: se nel Comune non è andata persa quella delle frazioni, non vedo perché dovrebbe essere persa con la fusione di Vezzano, Quattro Castella e Albinea».
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