Referendum sul passaggio a livello chiuso
Scandiano: lo annuncia Ferrari (Lega), che contesta la decisione e chiede di consultare i cittadini
SCANDIANO. «Non si doveva chiudere il passaggio a livello». Non sono ancora finite le discussioni sulla grande novità scandianese di marzo, la chiusura definitiva del passaggio a livello di via Martiri della Libertà, che collegava la zona storica e quella industriale del paese, arrivata all’interno di un intervento pianificato anni fa per la zona stazione.
Per molte persone favorevoli, ve ne sono anche parecchie contrarie, fra cui il segretario della Lega Nord Fabio Ferrari, che si è attivato anche su internet, aprendo le due pagine Facebook «Noi che non vogliamo la chiusura del passaggio a livello» e «A noi che andavamo ad Arceto senza dover entrare nella zona industriale».
A seguire, annuncia, arriverà «una proposta di un referendum popolare per coinvolgere i cittadini, oltre che documenti e altro materiale contro la chiusura da luglio 2013 ad oggi».
Ferrari rivendica la sua contrarietà di vecchia data al provvedimento urbanistico.
«Come scrissi all’epoca, con la chiusura del passaggio a livello chi si deve recare all’ufficio postale in bicicletta, o le persone che non utilizzano la macchina per andare al cimitero o nella zona industriale, non sanno che giro devono fare». Inoltre, continua, «la strada per accedere alla zona industriale da via Venere è stretta, via Nicolò dell'Abbate non è certo di scorrimento e in via Libera c’è un sottopasso con una altezza ridotta per i mezzi pesanti».
Questo “sacrificio” è stato realizzato per potenziare la ferrovia, «utilizzata per gli studenti e i pendolari che si recano a Reggio o Sassuolo e per lo scalo ferroviario di Dinazzano».
Ma, si chiede Ferrari, «qualora entrasse in funzione il terminal merci di Marzaglia-Modena- quello di Dinazzano continuerà ad avere l'attuale movimento merci?». (adr.ar.)
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