Gazzetta di Reggio

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Rubano le forme e le perdono per strada

di Mauro Pinotti
Rubano le forme e le perdono per strada

Luzzara: colpo da centomila euro al caseificio. Parmigiano Reggiano nascosto in un cascinale scoperto dai carabinieri

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LUZZARA. Grazie all’intervento dei carabinieri di Luzzara, è stato sventato un furto di 232 forme di Parmigiano Reggiano trafugate dal caseificio dei fratelli Manfredini in strada Bosa 26 a Luzzara. Se il colpo fosse andato a segno, avrebbe fruttato ai ladri un bottino di 100mila euro.

Ad attirare l’attenzione dei militari dell’Arma, infatti, sono stati i segni delle impronte delle ruote di un mezzo agricolo, che dal caseificio portavano ad un casolare abbandonato, distante circa 300 metri dal magazzino del formaggio.

Qui i carabinieri hanno rinvenuto i pallet con le forme di grana già impilate ed avvolte nel cellophane, pronte per essere caricate e trasportate.

Per modalità e tecnica si è trattato, in fotocopia, del tentato furto avvenuto la notte del 22 febbraio 2014.

Anche in quel caso i ladri, dopo aver fatto scattare per due volte il sistema d’allarme per verificare i tempi di reazione delle forze dell’ordine, al terzo allarme, quello vero, furono sorpresi dall’arrivo di due Gazzelle e i malviventi dovettero fuggire a mani vuote.

Nella notte tra venerdì e ieri, i ladri ci hanno riprovato: solite sbarre tagliate ad una finestra del magazzino senza nessuna forzatura per non insospettire i titolari: solita intrusione nel magazzino con l'accorgimento di individuare una scaffalatura con forme di Parmigiano Reggiano dai 18 ai 24 mesi.

Il formaggio è stato poi caricato su alcuni pallet e con l’ausilio di un trattore, munito di forche, che i ladri hanno trovato nell’azienda agricola, hanno trasferito le forme nel casolare abbandonato.

L’operazione è stata lunga e laboriosa e si è protratta fino alle prime luci dell’alba. A questo punto, per non dare nell’occhio, i ladri hanno previsto di attuare un piano B: attendere la notte per portare un camion dietro il casolare disabitato e caricare le forme e poi far perdere le proprie tracce. Nel frattempo uno dei titolari del caseificio, andando al lavoro, si è accorto, nel riaprire il magazzino, che alcuni scaffali erano vuoti.

Da qui la chiamata al 112. Sembrava tutto perduto. I malviventi però non hanno fatto i conti con le indagini dei carabinieri di Luzzara che si sono accorti dei segni delle ruote che il trattore aveva lasciato sull’erba. Il sospetto si è rivelato giusto quando i militari dell’Arma si sono accorti che nel trasferire il formaggio, i ladri, avevano anche perso lungo il tragitto alcune forme di formaggio. E così, come nella favola di “Pollicino” i carabinieri si sono diretti al casolare nel quale era stata nascosta l’intera refurtiva. La merce è stata poi restituita al legittimo proprietario.

«In un anno – ha detto Andrea Manfredini – abbiamo subito un furto e due tentate effrazioni. Ancora una volta, grazie al tempestivo intervento dei carabinieri di Luzzara ci è andata bene. I ladri hanno rischiato di mandare in fumo due anni di lavoro». Pare dunque che la banda del formaggio sia di nuovo entrata in azione così come è avvenuto nella primavera dell’anno scorsoquando i ladri hanno fatto razzie di “oro giallo” in numerosi caseifici reggiani, mantovani e modenesi.

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