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Teatro Ruggeri e disabili, scoppia la polemica

Il gruppo “Per Guastalla” chiede chiarezza sull’abbattimento delle barriere architettoniche

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GUASTALLA. Oltre alla sicurezza e alla situazione di degrado della stazione Fs di Guastalla, a tenere banco, nell’ultima seduta consiliare c'è stata anche la questione teatro Ruggeri. Nell'interpellanza del gruppo “Per Guastalla” sull' “accesso ai disabili al teatro comunale”" si chiedeva “se nei lavori di messa in sicurezza del teatro fosse stato eseguito l’abbattimento delle barriere architettoniche”. L'assessore all'urbanistica e lavori pubblici, Chiara Lanzoni ha risposto che «il progetto della prima fase di lavori sul teatro, presentato nella primavera del 2014, venne predisposto dalla precedente amministrazione e non teneva conto dell’abbattimento delle barriere architettoniche». E ha aggiunto: «Avremmo dovuto intervenire con una integrazione, anche finanziaria, al progetto la quale avrebbe necessariamente richiesto l'approvazione della soprintendenza con un conseguente allungamento dei tempi. I lavori sul teatro termineranno tra pochi giorni e sono legati strettamente al sisma: era un nostro chiaro e dichiarato obiettivo riaprire il teatro prima dell'estate in modo da riconsegnare alla città questo importante luogo di cultura». Il teatro “Ruggeri” sarà oggetto di successivi lavori di consolidamento strutturale: «E' impegno dell’amministrazione - ha spiegato l'assessore Lanzoni - finanziare e progettare il superamento delle barriere architettoniche nel prossimo intervento. Abbiamo già chiesto ai progettisti incaricati di prevedere nel secondo stralcio dei lavori l'inserimento di tale opera. Curioso come gli stessi soggetti politici che per cinque anni hanno governato Guastalla e che avrebbero avuto tutto il tempo e le possibilità di abbattere le barriere architettoniche del teatro dal 2009 al 2012, escludendo il periodo in cui il teatro è rimasto chiuso per sisma pur rimanendo tre anni interi, hanno accusato nelle scorse settimane la giunta di “falso buonismo”. Il falso buonismo è il loro – replica la Lanzoni - Che chiedono di fare in tre mesi quello che loro non hanno fatto in tre anni. Che cavalcano un tema sensibile cercando lo scontro, un tema su cui in consiglio abbiamo detto: "si è aspettato anche troppo" aggiungendo che il progetto verrà inserito nell'ambito della seconda fase dei lavori. Ribadendo quindi la necessità dell'intervento. È un tema su cui ci dovrebbe essere condivisione e non divisione». (m.p.)

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