Gazzetta di Reggio

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Corteo anti Gelmini assolti i 21 giovani

di Tiziano Soresina
Corteo anti Gelmini assolti i 21 giovani

I difensori: «Identificazioni non certe e non sentirono l’alt» Il pm ha chiesto 3 mesi di condanna: «Forzarono il blocco»

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REGGIO EMILIA. «Il fatto non costituisce reato».

Il giudice Ubaldo Arduini, dopo mezz’ora di camera di consiglio, esce con una sentenza collettiva d’assoluzione per i 21 giovani manifestanti (uno ha già patteggiato una multa) finiti nei guai il 20 dicembre 2010 quando il sit-in contro la riforma della scuola targata Gelmini si trasformò in corteo, giungendo sino in piazza Prampolini, nonostante il divieto comunicato poco prima da Lucio Di Cicco, dirigente della Digos.

Accusa che si è “sbriciolata” nel convincimento del giudice Arduini, dopo circa due ore di contrapposizione fra il pm Maria Rita Pantani (che ha chiuso la sua requisitoria con una richiesta di condanna a 3 mesi di reclusione) e il pool difensivo (gli avvocati Vainer Burani, Matteo Marchesini, Italo Rovali, Letizia Tonoletti e Andrea Dini Modigliani).

Tanti i dubbi sollevati dai difensori: in quel pomeriggio di shopping pre natalizio non tutti potevano aver udito del divieto, e comunque l'identificazione degli imputati non era stata fatta correttamente, essendosi basata su filmati spesso non chiari. Inoltre sempre i difensori hanno rimarcato che non tutti i giovani presenti in piazza – studenti, membri di Aq16 o aderenti ad altre associazioni “antagoniste” – potevano aver saputo del divieto di spingersi oltre piazza Martiri del 7 Luglio perché stavano facendo del volantinaggio, oppure erano semplicemente ai margini della manifestazione. In particolare l'avvocato Dini Modigliani ha posto la questione del bilanciamento tra tutela dell'ordine pubblico e diritto di manifestare, e in quel pomeriggio non c'era tensione. Il divieto di proseguire era, secondo il difensore, del tutto immotivato.

Di parere opposto il pm Pantani che ha parlato di corretta modalità d’identificazione di chi, senza autorizzazione, prolungò quel giorno la protesta fin sotto le finestre del municipio, facendo temere – alla questura – disordini in consiglio comunale. Sempre il rappresentante dell’accusa ha sottolineato come un poliziotto avesse seguito il corteo, riconoscendo personalmente i giovani coinvolti, aiutandosi anche con i video. Sul divieto intimato dal capo della Digos, secondo il pm Pantani era stato comunicato ad uno dei responsabili della manifestazione, facendoglielo ripetere al microfono, visto che era l’unico presente in piazza e Di Cicco ne era sprovvisto.

Un punto, quest’ultimo, controverso ed oggetto delle repliche difensive. Comunque per il giudice Arduini non vi è la prova per condannare i 21 giovani per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Da qui l’assoluzione di Federico Baricchi,Lorenzo Borghi, Federico Borsari, Lorenzo Coniglione, Marco De Lumè, Ciro Di Cristo, Riccardo Fabbi, Lisa Fasano, Davide Ferrari, Enrico Guerrieri, Romeo Grasselli, Federica Guggia, Alessandro Incerti, Matteo Pirazzoli, Leone Pirovano, Silvia Poli, Luis Armando Pruto, Veronica Raffaellini, Michele Salsi, Gianluca Tegoni ed Alberto Zuccoli. Il più giovane ha 22 anni, il più grande è un 43enne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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