«Era un divieto immotivato e l’aggirammo»
REGGIO EMILIA. Hanno seguito sempre numerosi e con attenzione il processo. A parte – ieri – una ragazza che è stata richiamata dal giudice Arduini perché in aula si era seduta sul pavimento a mò di...
REGGIO EMILIA. Hanno seguito sempre numerosi e con attenzione il processo. A parte – ieri – una ragazza che è stata richiamata dal giudice Arduini perché in aula si era seduta sul pavimento a mò di bivacco, i 21 giovani non hanno mai creato tensioni.
Incassata l’assoluzione, si sono confrontati con i loro legali ed evitato commenti “a caldo”, preferendo una nota meditata. “La sentenza di assoluzione ha dato conferma delle nostre posizioni – rimarcano gli attivisti di Aq16– perché abbiamo sempre sostenuto di voler manifestare. Durante la manifestazione abbiamo trattato per poter arrivare il più vicino possibile a uno degli obiettivi della giornata. Alcuni di noi sono poi andati in piazza Prampolini, non violando ma aggirando un divieto ingiustificato. Siamo poi stati comunque denunciati anche se non siamo andati in corteo sotto il Comune. Quello che vogliamo far notare è l'uso, secondo noi strumentale, dell'art.650 (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, ndr) che tende a punire non l'atto in sè ma i singoli individui che partecipano alla manifestazione di piazza, utilizzando multe spropositate, funzionando come deterrente alla partecipazione in se”.(t.s.)
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