Eternit, 47 nuove denunce di omicidio
Il sindaco di Rubiera ha presentato alla Procura di Reggio un esposto per ciascuno dei cittadini morti a causa dell’amianto
RUBIERA. Quarantasette denunce per omicidio, una per ogni vittima rubierese dell’amianto. Come annunciato, dopo la prescrizione di novembre, non si ferma la battaglia per ottenere giustizia e risarcimenti per le migliaia di persone uccise negli anni da tumori provocati dal continuo contatto con l’amianto.
Ieri mattina il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, nel ruolo di pubblico ufficiale come rappresentante del Comune, ha presentato alla procura reggiana 47 denunce per omicidio contro Stephan Schmidheiny, il miliardario svizzero proprietario dell’Eternit, l’azienda che per decenni ha realizzato prodotti isolanti e ignifughi basati sull’amianto, prima che diventasse chiara la pericolosità di questo materiale e si arrivasse ad uno stop ormai definitivo. In Italia vi erano diversi stabilimenti e dopo il principale, a Casale Monferrato, uno dei più grandi era a Rubiera.
Una fabbrica dove nel tempo sono passati tantissimi lavoratori, molti dei quali si sono ammalati: 47 sono deceduti per problematiche originate dall’esposizione all’amianto e altre decine hanno avuto seri problemi, che hanno inciso pesantemente sulla loro vita.
Il lunghissimo processo avviato a Torino si è concluso nel novembre scorso a Roma, quando nell’ultimo grado di giudizio la corte di Cassazione ha annullato le condanne dei primi due procedimenti per prescrizione del reato, quello di disastro ambientale: prescritto, hanno rilevato i giudici di terzo grado, già all’apertura del procedimento. Una sentenza che ha cancellato anche i risarcimenti ai parenti delle vittime.
Non è stata stabilita l’innocenza degli accusati, quindi, ma si è valutato che fosse passato troppo tempo per procedere. Una decisione che ha provocato dolore ed enormi polemiche a livello nazionale, ma non ha fermato i famigliari, le associazioni e le parti civili, decisi a ottenere la conferma nero su bianco dell’ingiustizia patita.
A Rubiera il Comune si è fatto carico di “rappresentare” le persone coinvolte, dopo diverse assemblee, e ieri il sindaco ha agito come pubblico ufficiale depositando le denunce per omicidio nei confronti di Schmidheiny. Una mossa che si unisce alla nuova inchiesta avviata a Torino dal magistrato Raffaele Guariniello, dopo la bocciatura della Cassazione. Questa volta per omicidio volontario aggravato.
Ovviamente, l’obiettivo di Rubiera è di aprire un fronte giudiziario anche a Reggio Emilia, sulla stessa scia.
In questo modo, senza che ci sia più il rischio della prescrizione.
E’ stato il procuratore capo in persona, Giorgio Grandinetti, ieri a ricevere il sindaco cavallaro accompagnato dal suo avvocato e ad accogliere la denuncia. La procura di Reggio, dunque, si appresta ad aprire un fascicolo. Per quale reato, resta la questione cruciale.
«La denuncia sarà esaminata al più presto - assicura Grandinetti - con tutto l’approfondimento che merita. E si valuterà come qualificare il reato dal punto di vista giudiziario».
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