Le Fiere vanno all’asta «Un disastro per Reggio»
Enrico Banfi crea un comitato che riunisce gli imprenditori del comparto «In pericolo 5mila posti di lavoro. Il tessuto economico locale deve reagire»
REGGIO EMILIA. «Se gli eventi vanno via da Reggio non ci saranno più i contenuti da mettere dentro alla Fiera». Enrico Banfi, presidente della mostra Ornitologica, suona nuovamente la carica contro la politica e il fallito progetto di salvataggio delle Fiere di Mancasale, avviate verso la liquidazione degli immobili. Per lanciare l’ultimo appello. Banfi ha preso la penna e scritto un comunicato su carta intestata “Città Fiera”. «È il comitato formato da tutti gli imprenditori e organizzatori delle fiere di Reggio - spiega Banfi - dall’elettricista, all’albergatore, ai ristoratori. Siamo già molti ma diventeremo ancora di più nei prossimi giorni, durante i quali chiederemo una svolta alla politica, alle associazioni di categoria e ai soci: bisogna che venga mantenuta la proprietà degli immobili e vengano trattenuti a Reggio gli organizzatori». Per mettere insieme il comitato, Banfi ha incontrato i diversi operatori: c’erano il proprietario dell’hotel Remilia, i soci organizzatori del Camer, della mostra canina e di Cambi e Scambi. Nei prossimi giorni, dice Banfi, verranno messe in campo delle iniziative per coinvolgere anche i cittadini. «Fermiamo il decadimento della città - attacca il comunicato reso pubblico ieri - rinunciando alle Fiere dissipiamo posti di lavoro e un patrimonio immobiliare e ci condizioniamo negativamente il futuro. Ecco perché nasce il Comitato Reggio Città Fiera. La Fiera di Reggio Emilia è un patrimonio della città e dei cittadini. Solo con le 7/8 esposizioni più importanti arrivano in città oltre 100.000 visitatori che alloggiano, mangiano, si muovono, acquistano reggiano. Una dimensione economica che coinvolge oltre 5.000 addetti e muove decine e decine di milioni di euro». Poi la stoccata alla gestione che ha portato al concordato. «Che in passato ci siano state gestioni discutibili (per usare un eufemismo) soprattutto sul versante immobiliare (al contrario di quanto avviene nel mondo, siamo stati gli unici a unificare la gestione, sostanzialmente in equilibrio, con le voragini della proprietà) è fuor di dubbio» e la vendita «pregiudicherà l' avvenire della comunità. Un affarone per chi acquisterà dal Tribunale, molto meno per i creditori visto che sarà più che presumibile un ricavato inferiore alle stime e alle necessità per saldare il buco economico».
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