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Manca un mese e Reggio fa le pulizie in piazza e ai Musei

Manca un mese e Reggio fa le pulizie in piazza e ai Musei

Il consiglio comunale: sistemare subito la statua del Crostolo A Palazzo San Francesco si prepara la mostra-vetrina

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REGGIO EMILIA. Manca un mese all’apertura di Expo 2015 e a Reggio... è tempo di pulizie. Ieri pomeriggio, il consiglio comunale ha approvato all'unanimità una mozione proposta dal gruppo di Forza Italia con cui si impegna la giunta ad restaurare e pulire la statua che raffigura il torrente Crostolo, ubicata in piazza Prampolini. E qualche ora prima, a pochi passi da Sala del Tricolore, veniva tolto probabilemente per sempre uno storico “pezzo d’arredo” della piazza principale della città. La bacheca lignea che, per decenni, su uno dei muri della Torre del Bordello, ha mostrato pagina per pagina l’edizione de L’Unità. E quasi in simbiosi, dopo la chiusura del giornale fondato da Antonio Gramsci, la bacheca ha cominciato a perdere pezzi fino a divenire d’impaccio per la nuova sede dell’Infopoint cittadino per Expo 2015. Proprio oggi infatti, proprio all’interno della Torre del Bordello, il sindaco Luca Vecchi presenterà alla stampa il secondo infopoint (il primo è stato inaugurato giorni fa all’interno della Mediopadana) dedicato all’Expo. Una vetrina delle attrattività reggiane in pieno centro storico. Mentre chi vorrà farsi un’idea non tanto di Reggio quanto dei reggiani, potrà visitare la mostra “Noi” che verrà aperta a giorni ai Musei.

E proprio ieri, proprio a Palazzo San Francesco sono iniziati i lavori di sistemazione delle stanze che dovranno ospitare la mostra stessa. Work in progress, dunque, come quelli che - sull’onda dell’entusiasmo bi-partisan nato ieri in Sala Tricolore - inizieranno attorno alla statua più bersagliata dai piccioni.

Ma tant’è: l’intervento si farà, anche se non si capisce bene chi pagherà. Rispondendo a margine dell’ordine del giorno (poi approvato all’unanimità dal Consiglio comunale) l'assessore ai lavori pubblici Mirko Tutino ha affermato in proposito che «erano in essere trattative con un noto imprenditore reggiano che si era detto disponibile a finanziare il restauro, ipotesi che si è poi arenata».

massimosesena

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