Valentina, tre lauree, torna al Sud
La studentessa di Unimore ha discusso una tesi sulla migrazione
REGGIO EMILIA. Ecco una migrazione alla rovescia. Di solito, da quando l’Italia è diventata un unico Paese gli italiani si sono costantemente spostati lungo la penisola in una sola direzione: dal Sud verso il Nord. Ora c’è chi sceglie di andare in senso contrario. Giovedì pomeriggio, nell’aula magna dell’ateneo, Valentina Ruscica, una giovane milanese figlia di immigrati della Sicilia (il padre) e della Campania (la madre), presentando la tesi di laurea incentrata proprio sul fenomeno migratorio ha annunciato di essere in procinto di rientrare nelle terre di origine paterna. «Mi sono licenziata e lascio il lavoro di educatrice in un nido d’infanzia per migliorare la qualità della mia vita. Milano dove sono nata, Modena dove ho vissuto otto anni, Reggio Emilia dove ho compiuto il percorso accademico, sono città belle e ospitali, ma rumorose, convulse, con i fastidi del traffico, la necessità di rincorrere ogni cosa. Porterò in Sicilia le conoscenze acquisite e mi auguro che anche chi fa politica decida di investire di più sul Mezzogiorno creando migliori opportunità per far restare i giovani».
Racconta queste cose mentre presenta ai professori della commissione di laurea presieduta dalla prof. Maria Donata Panforti la tesi del suo terzo titolo universitario, questa volta in Scienze pedagogiche. Ha frequentato il dipartimento diretto da Giorgio Zanetti ed ha condotto una ricerca teorica ed empirica su questo tema di grande rilievo sociale affiancata dai relatori Laura Cerrocchi e Antonio Gariboldi. Ha condensato le argomentazioni svolte sotto il titolo: “Vivere la migrazione: dal Sud al Nord Italia”, una analisi pedagogica basata su una serie di interviste fatte ad una decina di ragazze come lei, storie di studentesse di Unimore, e le ha affiancate alle leggi sulla migrazione in una prospettiva complessa e di sistema, utilizzando inoltre il Rapporto Svimez del 2014 che sostiene il rischio della desertificazione del Sud Italia. Ha dunque ricostruito le contraddizioni che accompagnano i motivi e i percorsi dei flussi migratori, evidenziato le contraddizioni delle risposte politiche alla fuga dei giovani intellettuali dal Sud. Conclusione? Il fenomeno è destinato a continuare se non si progettano interventi capaci di curare il contesto ed attivare i soggetti coinvolti nell’ottica dell’educazione per tutta la vita, della continuità fra differenti accademie e tra accademia e territorio. Valentina Ruscica ha infine ipotizzato una cooperazione tra università del Nord e del Sud allo scopo di riqualificare il Sud attraverso una compartecipazione e/o revisione dei curricoli dei giovani a rischio migrazione. Lei intanto comincia: subito dopo Pasqua andrà a vivere a Ragusa. (l.v.)
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