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Chiuso il “Billa” in centro storico

di Roberto Fontanili
Chiuso il “Billa” in centro storico

Il supermercato di via Emilia San Pietro abbassa le serrande; altri punti vendita della catena passati a Carrefour e Conad

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REGGIO EMILIA. Il supermercato Billa in via Emilia San Pietro ha abbassato definitivamente le serrande e se riaprirà, lo farà con un marchio diverso. Le prospettive per i quattordici dipendenti del punto vendita reggiano - che nel frattempo sono in permesso retribuito fino a fine mese con il costo a carico dell’azienda - sono legate a doppio filo alle trattative in corso per cedere l’ultima tranche di quindici punti vendita che l’azienda austriaca non ha ancora piazzato e che occupano complessivamente circa 170 dipendenti.

Già collocati invece nei mesi scorsi i punti vendita Billa presenti in Lombardia e acquisiti da Carrefour e quelli del Veneto acquistati da Conad. Oggi pomeriggio è previsto a Milano un incontro tra i sindacati nazionali di categoria e la direzione di Billa, al termine del quale, prevede la Filcams di Reggio, «se non ci saranno novità, si potrebbe aprire una fase di mobilità che riguarderà oltre ai dipendenti del punto vendita di via Emilia San Pietro anche tutti gli altri 150 lavoratori sparsi negli altri quindici punti vendita». E per i quali le normative contrattuali prevedono anche una mobilità incentivata con il pagamento di cinque mensilità.

La chiusura del punto vendita reggiano non è una decisione arrivata a ciel sereno per i dipendenti, con Billa che già nel giugno scorso aveva comunicato ai sindacati la decisione di disimpegnarsi dal mercato italiano. L’ufficialità della chiusura è stata comunicata verbalmente ai dipendenti solo nella giornata di lunedì da parte dal responsabile del negozio, anche se, aggiungono dalla Filcams Cgil, «già da qualche giorno era iniziata la svendita di tutta la merce presenti sugli scaffali».

Difficile fare una previsione sul futuro di uno dei pochi supermercati sopravvissuti nell’esagono cittadino e che poteva contare su una clientela fatta di molte persone anziane residenti in centro storico. Anche per la Filcams che sta seguendo passo passo la situazione è fluida, «con la struttura attuale (che si trova al piano inferiore del punto vendita Oviesse in quella che era l’ex Standa) che ha bisogno di sostanziosi interventi strutturali».

E anche se non ufficialmente, da Conad smentiscono le voci circolate di un loro interessamento, mentre dall’Ufficio Relazioni esterne dell’azienda (che ha la propria sede legale a Neudorf in Austria), il responsabile Giorgio Cattaneo ha sottolineato che «fin dalla presentazione del piano, l’obiettivo è stato quello di cedere i punti vendita mantenendo l’occupazione, come è avvenuto per i punti vendita presenti in Lombardia e Veneto e per alcuni altri negozi ceduti a marchi di dimensioni minori».

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