Deve curarsi, ma sta al banco carni
Il permesso di soggiorno era per malattia: trovato in un supermercato cinese
REGGIO EMILIA.
Era a Reggio Emilia con un permesso grazie al quale doveva curare una malattia dalla quale era afflitto. I carabinieri, però, lo hanno trovato dietro al banco della carne di un supermercato cinese dove lavorava senza avere le carte in regola. Per questo motivo è stata allertata l’Ausl di Reggio, che dovrà compiere delle verifiche sanitarie sull’uomo, che aveva quindi un permesso di soggiorno irregolare perché ne limitava il soggiorno alle sole cure.
È una delle tante vicende scoperte dietro alle storie di lavoro nero e clandestinità ora messe nero su bianco dagli ispettori dell’Arma intervenuti in provincia. Al centro dell’attenzione sono finiti, tra gli altri, una parrucchiera di via Martiri della Bettola, un esercizio in via Emilia Ospizio e il noto supermercato all’ingrosso di via Lama Golese, una laterale di via Eritrea, punto vendita di prodotti cinesi tra i più noti a Reggio Emilia.
In un capannone di Campagnola Emilia sono stati scovati alcuni lavoratori che alloggiavano sotto il tetto dell’opificio, dove erano impiegati come operai. Una situazione sanitaria che non è risultata essere però preoccupante come accaduto in casi simili nel recente passato. I comuni che guardano verso il fiume Po sono un altro territorio ad alto insediamento di attività cinesi. A fine febbraio la polizia municipale aveva messo sotto sequestro un altro laboratorio cinese nella bassa. Dentro c’erano operai che lavoravano in condizioni precarie. Lo stabile era sprovvisto di uscite sicurezza e con un impianto elettrico non a norma, considerato per questo motivo altamente pericoloso. Sempre nella zona della stazione di Reggio, invece, si susseguono una lunga serie di opifici e negozi, molti dei quali a ridosso della linea ferroviaria, occupati ormai da lungo tempo da imprenditori cinesi, che lì hanno stabilito le loro attività ora all’attenzione delle forze dell’ordine. (e.l.t.)
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