Gazzetta di Reggio

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«Fusione dei Comuni, siamo all’inizio»

di Martina Riccò
«Fusione dei Comuni, siamo all’inizio»

I sindaci di Quattro Castella, Vezzano e Albinea favorevoli all’accorpamento, a patto che sia approvato dai cittadini

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QUATTRO CASTELLA. «È stato un incontro interessante che ha permesso di inquadrare la situazione attuale e farsi un’idea di quali vantaggi e svantaggi potrebbero seguire a una fusione».

Sono sulla stessa lunghezza d’onda i sindaci di Quattro Castella, Albinea e Vezzano che, lunedì sera, hanno partecipato alla prima riunione sul tema, organizzata dai circoli del Pd dei tre territori. E la sintonia dei primi cittadini – che non si sono posti condizioni reciproche se non quelle, per altro condivise, di mantenere servizi di qualità e di coinvolgere la cittadinanza in ogni fase del percorso – si è riflessa anche in platea.

In sala erano presenti circa ottanta persone che hanno ascoltato attentamente le testimonianze di Federico Ignesti, sindaco del Comune appena costituito Scarperia di San Piero (Firenze), e di Sandro Govi, ex sindaco di Busana (uno dei Comuni interessati dalla fusione del Crinale, ndr) e si sono espressi positivamente sulla fusione dei tre comuni delle Colline Matildiche. Nessun campanilismo, insomma, e soprattutto nessuna paura di essere inglobati da una delle altre realtà (come invece era capitato a Casa Cervi, in occasione della prima riunione pubblica sulla fusione di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico).

Quello di lunedì sera all’ex cinema Grasselli, comunque, è stato solo un primo incontro – «preliminare», l’ha definito Nico Giberti – sul tema della fusione. I tre sindaci – che non si erano mai confrontati prima sull’argomento – hanno ribadito, anche durante l’assemblea, che quello della fusione sarà un percorso lungo e che non sono previste «fughe in avanti».

«Da quando sono stato eletto sindaco e sono diventato presidente dell’Unione Colline Matildiche – spiega Nico Giberti, primo cittadino di Albinea – mi sono impegnato personalmente per rafforzare e dare un maggior impulso all’Unione, per esempio con la realizzazione della centrale unica di committenza e con la condivisione di tutti i servizi sociali, che sarà completata a breve. L’Unione dei comuni, però, non può essere un punto di arrivo – precisa Giberti –, si tratta di un ibrido, di una fase di passaggio, che ha poco senso coltivare all’infinito. Se si parla di razionalizzazione e revisione degli enti locali, l’accorpamento dei comuni è un obbligo e nessuno mette in discussione che, in futuro, Albinea, Quattro Castella e Vezzano si fonderanno. Da valutare, invece, è se sia effettivamente importante raggiungere la fusione in tempi rapidi. Lunedì sera abbiamo posto le prime basi per un ragionamento sul tema, ma ora abbiamo bisogno di interfacciarci con i cittadini per spiegare loro i vantaggi e le difficoltà del percorso. L’importante – puntualizza il sindaco albinetano – è riuscire a cogliere effettive opportunità di sviluppo, condividere tutte le fasi del processo con la cittadinanza, garantire la già eccellente qualità dei servizi e avere parità di responsabilità e importanza tra tutti i territori. Per molti Comuni – conclude Giberti – la fusione è una necessità, per Albinea, invece, è una scelta. E se abbiamo deciso di cambiare non è solo perché è bello farlo, ma perché vogliamo effettivamente migliorare le condizioni di vita dei cittadini».

Posizione condivisa in pieno da Mauro Bigi, sindaco di Vezzano. «Il nostro Comune ha meno di 5mila abitanti ed entro il 31 dicembre del 2015 dovrà, così come stabilito dalla legge, affidare tutti i servizi all’Unione dei comuni. Nonostante ciò – afferma Bigi – non è assolutamente nostra intenzione accelerare il passo. Che ci voglia un anno, che ce ne vogliano due, l’importante è che la fusione sia voluta dai cittadini e sentita da loro come un’esigenza. Questo processo non serve a noi sindaci, ma deve effettivamente servire alla cittadinanza. L’obiettivo finale è quello di migliorare la qualità dei servizi e far risparmiare i contribuenti. Per riuscire ad arrivare a una fusione vera e non imposta, però, sarà necessario condividere il percorso con i cittadini e soprattutto renderli protagonisti del processo. In ambito sportivo, per esempio, Vezzano è già unita a Quattro Castella con l’associazione calcio, e ad Albinea con la squadra di basket. Il modo per far crescere davvero una mentalità condivisa è anche questo. In attesa di futuri altri incontri sul tema – conclude Bigi – ci impegneremo anche a livello nazionale, chiedendo al governo di risolvere il problema del mancato coordinamento dei nuovi comuni, nati dalle fusioni, con gli enti statali. Se adesso ci fondessimo con Albinea e Quattro Castella, per esempio, saremmo un comune unico con tre catasti, tre uffici delle entrate e tre poste diverse. Sembra assurdo ma, ad oggi, tutto ciò che riguarda l’ente comunale è armonizzato, ciò che è statale no».

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