La discarica di via Levata verso utilizzi alternativi
Novellara, il nuovo direttore Marco Boselli raccoglie il testimone di Marastoni La Sabar destinata a trasformarsi in ente per i servizi ambientali della Bassa
NOVELLARA. Mirco Marastoni, in pensione dal 1° gennaio scorso dopo 21 anni da direttore generale della Sabar (Servizi ambientali Bassa Reggiana), la società per azioni degli otto comuni della Bassa Reggiana (Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo), ha commentato sobriamente, com’é nel suo stile, ma con evidente soddisfazione la nomina del suo successore nella persona dell’ingegnere 33enne Marco Boselli.
Originario di Canolo, entrato in azienda subito dopo la laurea in Ingegneria Gestionale era il responsabile del servizio di raccolta dei rifiuti della stessa Sabar.
Per Marastoni rappresenta in qualche modo come un ulteriore riconoscimento dell’eccellenza della sua gestione. La Sabar spa (presidente in carica Moreno Messori) è stata fondata nel 1994 per la gestione della discarica dei rifiuti solidi urbani di via Levata a Novellara, dei cimiteri e di altre attività di igiene ambientale nel territorio dei Comuni di competenza . Ma l’impianto era già nato nel 1982, per far fronte al crescente bisogno di smaltimento dei rifiuti nel comprensorio della Bassa Reggiana, quando ancora i rifiuti venivano semplicemente interrati in buche scavate nelle Valli di Novellara e Reggiolo e nella golena del Po. L’impresa partì subito con il piede giusto, con la scelta di un’area valliva costituita da un terreno argilloso essenzialmente impermeabile e scarsamente produttivo, e sulla base di un progetto tecnicamente avanzato.
Nel 1996 quello di via Levata fu fra i primi e pochissimi impianti del genere in Europa a sfruttare il biogas provenienti dai rifiuti per alimentare una centrale di cogenerazione, per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento di alcune serre, nelle quali la cooperativa sociale “Il Bettolino” coltiva ogni anno centinaia di migliaia di piantine aromatiche. Inizialmente sulle parti esaurite della discarica venivano messe a dimora delle piante autoctone, per la realizzazione di un parco; ora su ogni area coperta vengono installati dei pannelli fotovoltaici per lo sfruttamento dell’energia solare. Un impianto modello visitato nel tempo da varie delegazioni di addetti ai lavori, non solo dall’Italia e dall’Europa, ma anche dal Giappone. L’impianto è contemporaneamente aperto anche alle visite delle scolaresche e dei cittadini con iniziative diverse di sensibilizzazione sul tema del riciclaggio. Nel corso degli anni non sono mancate le polemiche, ma tutte di matrice politica, perché dal punto di vista ambientale e gestionale i dati degli assidui e minuziosi controlli dall’Ausl, dell’Arpa e delle prestigiose documentazioni internazionale sono sempre stati incontrovertibili.
Il nuovo direttore è chiamato ora a gestire la fase di pre-chiusura della discarica. L’Europa ha infatti decretato il superamento delle discariche a favore di nuove tecniche per lo smaltimento dei rifiuti e con la prospettiva di arrivare, nella nostra regione, all’85% di raccolta differenziata.
La prossima chiusura delle discarica di via Levata priverà comunque Novellara di una eccellenza a livello europeo e ridurrà notevolmente la capacità di investimento del Comune. Per dirne una, la pista ciclabile di prossima realizzazione fra le frazioni e il capoluogo non si sarebbe potuta finanziare senza l'introito della discarica.
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