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Liquami alle “Fontanelle” Il comitato attacca l’Arpa

Liquami alle “Fontanelle” Il comitato attacca l’Arpa

Cadelbosco Sopra: “Aria Pulita” non crede ai dati che l’ente ha reso pubblici «Ci sono più animali ed è piovuto ma il livello dei lagoni non si alza. Miracolo?»

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CADELBOSCO SOPRA. Il comitato “Aria pulita per Cadelbosco” torna sulla vicenda dell’azienda agricola “Le Fontanelle”. E questa volta polemizza con Arpa, documentando lo stato dei lagoni che dopo le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno raggiunto un livello preoccupante.

La questione tuttavia parte da lontano. Il 24 novembre del 2014, il raggruppamento Guardia ecologiche volontarie della Legambiente di Reggio Emilia, a seguito di una ispezione eseguita nell’azienda “Le Fontanelle”, aveva constatato e verbalizzato che i lagoni di stoccaggio dei liquami erano pieni e non ricettivi.

«Ora – scrivono in una nota i membri del comitato “Aria pulita” – sappiamo tutti che da mesi il territorio è  interessato non solo da abbondanti rovesci piovosi, ma  anche da una abbondantissima nevicata che ha determinato criticità nei fiumi, canali e bacini di tutto il territorio della provincia. Dal 1 gennaio 2015 l’attività dell’azienda è ripresa con l’immissione di capi di bestiame per un totale di 3.499, le cui deiezioni finiscono nei lagoni facendone aumentare il livello. Inoltre, ad oggi, non è stata ancora intrapresa alcuna operazione di “fertirrigazione”pertanto nessun quantitativo è stato asportato dai lagoni. Dopo aver puntualizzato tali riscontri e mostrato perplessità per lo stato dei lagoni – si legge nella nota – alla Provincia, al Comune e ad Arpa è stato inviata una richiesta, nel mese di febbraio, per partecipare a un incontro in Provincia  con il presidente Giammaria Manghi, i responsabili dell’assessorato alla Pianificazione e  il sindaco di Cadelbosco, Tania Tellini. In quella riunione venne comunicato che era stato dato incarico ad Arpa di effettuare l’ennesimo sopralluogo alle “Fontanelle” per verificare tali criticità. Successivamente Arpa, a seguito del sopralluogo effettuato il 10 marzo scorso, ha certificato: “Al momento del sopralluogo non si sono riscontrate tracimazioni in atto né particolari situazioni di criticità ambientali”. Ma il comitato “Aria Pulita” – scrivono i membri – ha forti dubbi: lo scorso novembre erano pieni e non ricettivi, in questi mesi ha piovuto abbondantemente, nevicato e l’allevamento è stato riavviato con l’immissione di altri liquami nei lagoni e questi, ora, rimarrebbero sempre allo stesso livello? È del tutto evidente che, dopo i casi degli anni passati, in cui i liquami venivano sparsi sul territorio senza che si fosse visto alcun carro botte, ora siamo in presenza di un vero e proprio... miracolo. Se quanto scritto non riguardasse la legalità, la salvaguardia del territorio e la salute  dei cittadini di Cadelbosco,  potremmo scherzosamente invitare il gestore dell’impianto ad una  lectio magistralis per sapere come tutto ciò sia possibile. Ma questo è tutto fuorché uno scherzo». (m.p.)

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