Madre grave, bimba morta: c’è l’inchiesta
La procura vuole vederci chiaro e avvia un’«indagine conoscitiva». La donna è sempre ricoverata in Rianimazione
La procura vuole vederci chiaro nella vicenda della madre che, al Santa Maria Nuova, versa in condizioni gravissime dopo aver partorito una bimba morta. Appresa la notizia dal nostro giornale, la procura ha aperto un fascicolo conoscitivo, prescindendo cioè da eventuali denunce da parte della donna stessa o dei suoi familiari. Al momento non ci sono indagati, nè ipotesi di reato. Ma è scattato il sequestro della cartella clinica della piccola. E, con ogni probabilità, il magistrato che sarà incaricato del fascicolo – dopo l’iniziativa presa dal procuratore capo in persona, Giorgio Grandinetti – disporrà accertamenti di natura medico legale sul corpicino della piccola.
La donna, 42 anni, era al nono mese di gravidanza. Lunedì della scorsa settimana si è presentata in ospedale dicendo che da un paio di giorni non sentiva più la piccola. Per la nascitura purtroppo, non c'è stato nulla da fare. Ma anche le condizioni della madre si sono via via aggravate. Fino a che, il personale medico che si sta occupando di lei ha deciso per la donna, 42 anni, il trasferimento nel reparto di Rianimazione. Dopo il parto indotto ha infatti avuto una grave emorragia.
«Innanzitutto - racconta distrutta la madre della donna ricoverata - voglio sottolineare che la settimana scorsa, mercoledì, mia figlia era andata a fare l'ecografia al consultorio in via Amendola e tutto era a posto. La piccola saltava come un grillo... Solo domenica sera mia figlia ha iniziato a non sentire più il corpicino muoversi nella pancia, e si è preoccupata. Così lunedì mattina, intorno alle 8.30, l'ho accompagnata all'ospedale». «Dopo avere effettuato il tracciato i medici hanno detto che non c'era più battito. Non ci volevamo credere... Ma a quel punto davo per scontato che optassero per un taglio cesareo. Invece le hanno indotto un parto naturale ed è stato terribile. Ore ed ore di sofferenza per partorire un corpicino senza vita. Basti pensare che siamo entrate all'ospedale lunedì mattina e la bambina è nata, morta, alle 2 di martedì mattina».
La replica dell’ospedale, per bocca del direttore Giorgio Mazzi: «Si è trattato del parto di un feto moto. A questo si è aggiunta una emorragia massiva post partum che non è stata causata da manovre sbagliate dei medici. Proprio per questa emorragia la madre è ora ricoverata, sedata, in Rianimazione. Mentre era in corso il distacco della placenta - continua Mazzi - si è verificata un'abbondante perdita di sangue favorita dallo squilibrio del sistema di coagulazione che casi come questo possono provocare. Nel tentativo di fermare l'emorragia è stato anche asportato l'utero».
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