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REGGIO EMILIA

«Pala, ancora nessuna proposta da Sicrea»

di Martina Riccò
«Pala, ancora nessuna proposta da Sicrea»

Lo ha detto l’assessore Pratissoli. Landi: «Se parte il cantiere, pronti a giocare in una tensostruttura»

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REGGIO EMILIA. Sono suonate come un ultimatum le parole pronunciate da Stefano Landi, patron della Pallacanestro Reggiana, durante la seduta della commissione consiliare che si è tenuta ieri sera in municipio. Al centro della discussione, ça va sans dire, il futuro del PalaBigi.

«Visto che stiamo parlando di sport – ha affermato, con un sorriso tagliente, Landi – rimetto la palla al centro. Se ci sarà la possibilità di avere un impianto adeguato, le ambizioni della Pallacanestro Reggiana possono essere di un certo tipo, altrimenti ci ridimensioneremo. Non c’è nessun problema, basta saperlo. Non ho mai fatto polemiche e non voglio certo farle ora – ha aggiunto il patron – ma c’è uno snodo da cui ora dobbiamo passare. La Pallacanestro Reggiana, coinvolta nel partenariato pubblico-privato per la realizzazione o la ristrutturazione dell’impianto, non si tira indietro, ma non può nemmeno andare oltre le proprie possibilità».

Parole pesanti che fanno traballare anche le poche certezze che, in questo lungo e travagliato tentativo di dare alla città di Reggio Emilia il palazzetto che si merita, erano sempre state considerate intoccabili.

«La Pallacanestro Reggiana – ha aggiunto Landi – è una società sportiva professionistica che non ha le risorse per crearsi un proprio impianto e usa quello che c’è in città. È un nostro problema e tale resterà, ma con un palazzetto fatiscente come quello attuale non possiamo più portare avanti uno spettacolo sportivo di alto livello».

Il problema, tuttavia, non riguarda solo la società cestistica. Se patron Landi si tirasse indietro dal progetto, infatti, le possibilità di vedere realizzato un impianto moderno, bello e in grado di ospitare un folto pubblico, sfumerebbero in un lampo.

Anche se la Pallacanestro Reggiana è solo uno dei soggetti coinvolti nella collaborazione pubblica-privata intavolata, infatti, è indubbiamente quella con le maggiori possibilità e risorse. «Il palazzetto dello sport non serve solo alla nostra società – ha confermato Landi – ma all’intera città. È un contenitore alla stregua di un teatro, di una piscina, di un cinema. È chiaro che noi potremmo riempirlo con un contenuto che a Reggio ha fatto la storia e saremmo l’unica società sportiva reggiana in grado di pagare un alto canone di affitto per l’impianto».

E in effetti, stando alle ultime indiscrezioni sulla vicenda, la ristrutturazione del PalaBigi potrebbe essere affidata alla ditta Sicrea, ex Cmr, per un costo complessivo di 5.5 milioni di euro. La ditta dovrebbe recuperare il palazzetto – ampliandolo fino a una capienza di 5mila e cento posti – e la vicina palazzina dell’ex Omni, che diventerebbe la nuova sede della società sportiva e ospiterebbe anche dei negozi. La Pallacanestro Reggiana dovrebbe pagare l’affitto per l’impianto, mentre il Comune dovrebbe fare la sua parte versando un contributo in conto capitale e uno in conto gestione per 12 anni.

Stando a queste indescrizioni, insomma, sarebbe tutto deciso, e il cantiere pronto a partire a fine stagione. Ma allora perché l’ultimatum di Landi e perché parlare ancora, in commissione, del futuro del PalaBigi?

«Ad oggi – ha affermato durante la seduta di ieri l’assessore Alex Pratissoli – non è arrivata alcuna proposta formale per la ristrutturazione del palazzetto di via Guasco. L’attuale amministrazione comunale, appena saputo che la necessità della Pallacanestro Reggiana era quella di adeguare l’impianto del PalaBigi e riqualificare la zona di via Guasco, ha subito sposato il suo intento trasformando la necessità della società in un’opportunità per la città. Ma al di là di confermare la piena disponibilità a realizzare il progetto ed esplicitare senza mezzi termini l’impegno già preso, il Comune può fare poco. Quando un privato presenterà un progetto preliminare che sarà riconosciuto dall’amministrazione d’utilità pubblica – ha concluso – potremo presentarlo in consiglio comunale per le dovute verifiche, approvarlo in giunta e verificarne la competitività con un bando pubblico a cui potranno partecipare anche altri soggetti privati. Un iter lungo, che non è ancora cominciato perché non ci è pervenuto alcun progetto preliminare, né da Sicrea né da altri».

In attesa dell’evolversi ufficiale della situazione, comunque, Stefano Landi sembra continuare ad avere rapporti con la ditta reggiolese. Al punto da pensare di costruire un “pallone” – se vicino allo stadio o alle fiere non è dato sapere – in cui la squadra reggiana possa giocare l’anno prossimo. In attesa che il palazzetto – finalmente – si faccia.

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