Sesso al centro massaggi: chiuso
Dopo le indagini della polizia scatta il sequestro preventivo nel locale di piazzale Marconi
REGGIO EMILIA. La segnalazione decisiva è arrivata dai residenti. Non solo: sono stati loro a mettere a disposizione i propri alloggi – e soprattutto le proprie finestre – per l’attività di indagine. Quella che ha permesso alla polizia di accertare che in quel centro massaggi, più che trattamenti estetici, venivano fornite ben altre prestazioni, di natura sessuale. E ora il giudice ha disposto - già convalidato -un provvedimento di sequestro preventivo del locale.
Siamo ancora in zona stazione. Piazzale Marconi. Il centro estetico dove sono scattati i sigilli si chiama “Ebay”, al primo piano praticamente sopra all’hotel.
Che dietro molte vetrine che pubblicizzano massaggi si nascondessero attività di meretricio non è esattamente una novità. Ma riuscire a provarlo e intervenire è tutt’altro che facile. Grazie alla collaborazione tra cittadini e polizia, però, stavolta un provvedimento è scattato.
«Sono almeno quattro gli episodio di meretricio che abbiamo accertato, bloccando all’uscita quattro clienti. Si tratta di uomini di ogni età ed estrazione sociale. Due hanno detto di essere clienti abituali, gli altri due invece hanno detto di esserci venuti per la prima volta» spiega il capo della Squadra mobile, Guglielmo Battista. Le prestazioni – hanno verificato gli investigatori – costavano da un minimo di 70 a un massimo di 150 euro.
La polizia ha verificato, inoltre, che il titolare del centro messaggi – un cinese – così come il direttore – un italiano – non erano mai presenti. Una violazione anche questa da sanzionare. Tre le ragazze “impiegate” nel centro, tutte di nazionalità cinese e di età compresa tra i 28 e i 35 anni.
Alla luce di quanto accertato, la polizia ha proposto al pubblico ministero un provvedimento di sequestro preventivo dell’immobile. Il sostituto procuratore Giacomo Forte ha chiesto al gip il provvedimento, che è stato emesso. Non solo, è già stato eseguito e convalidato dalla stessa autorità giudiziaria.
Per il momento non sono scattate denunce per sfruttamento della prostituzione. Le indagini proseguiranno per cercare di capire se anche questo reato sia configurabile. Ma intanto, sono scattati i sigilli sugli accessi. E il via vai che denunciavano i residenti, almeno davanti a quel portone, è finito.
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