Carte d’identità buttate, scatta l’indagine
Il dirigente dell’Anagrafe, Alberto Bevilacqua: «I documenti scaduti vanno strappati davanti al cittadino che fa il rinnovo»
REGGIO EMILIA. «Stiamo facendo delle verifiche, perché vogliamo capire cosa sia realmente successo». Sono le parole del dirigente comunale del Servizio Anagrafe del Comune, all’indomani del ritrovamento di alcune decine di carte d’identità, scadute ma integre, nel cassonetto della carta posto in via Fontanelli, ossia a pochi passi da via Toschi dove hanno sede gli uffici centrali dell’Anagrafe comunale.
A trovarli, un clochard che dorme da quelle parti e che alla Gazzetta ha raccontato quel che vede quasi ogni giorno: «Al pomeriggio - ha spiegato - quando gli uffici chiudono, un impiegato porta fuori i rifiuti dall’Anagrafe. Io lo so bene perché, ogni giorno cerco nella spazzatur a».
E nella spazzatura, l’altro giorno il senzatetto che fruga nel pattume ha trovato un pacco di carte d’identità, quasi tutte in buono stato e quasi tutte scadute. «Questi li hanno buttati i dipendenti del Comune - dice - li ho visti io». E in effetti, la provenienza di quelle carte d’identità non può che essere via Toschi, dove ha sede l’anagrafe.
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«Già questa mattina - diceva ieri il dirigente dell’Anagrafe comunale Alberto Bevilacqua - ho avviato delle verifiche per poter appurare con certezza quanto può essere accaduto. Sarebbe importante - dice - tornare in possesso di quei documenti, dal momento che dai codici e dai numeri progressivi con cui queste carte vengono emesse, siamo in grado di risalire a ritroso tutta la filierae ricostruire quanto può in effetti essere accaduto». Già, perché non è la conseguenza di una prassi normale il ritrovamento nella spazzatura di un pacco di carte d’identità integre ancorché scadute: «La prassi - spiega Bevilacqua - dice che il documento scaduto o comunque inutilizzabile deve essere tagliato o strappato, meglio se davanti alla persona che si presenta per il rinnovo. Spesso l’impiegato chiede anche se il cittadino che richiede un documento nuovo voglia tenersi la vecchia foto. Comunque, la sorte dei documenti scaduti non può che essere quella di essere distrutti e poi gettati e questo anche per impedire un qualunque utilizzo fraudolento dei documenti scaduti».
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Il problema della contraffazione, in linea teorica esiste, anche perché la carta utilizzata per il documento è comunque carta che esce dal Poligrafico dello Stato: «Falsificare un documento - chiarisce Bevilacqua - oggi è impossibile. Al massimo si può sostituire la foto, ma risulterebbe comunque una falsificazione grossolana, almeno agli occhi degli ufficiali d’anagrafe».
Invero, l’ultima chiosa non è casuale. Anche solo sostituendo grossolanamente la foto, gli usi fraudolenti di un documento possono essere diversi: pensiamo soltanto alla facilità con cui si possono sottoscrivere contratti, con il documento che viene distrattamente fotocopiato. Senza considerare gli aspetti di una violazione della privacy che un documento gettato prima di essere distrutto costituisce. Anche per questo, Bevilacqua e il Comune hanno interesse ad andare fino in fondo a questa storia: «Anche perché - ipotizza Bevilacqua - il fatto che quelle carte fossero integre può voler dire anche che siano sottratte magari da una scrivania di un ufficio perché l’impiegato semplicemente non aveva avuto il tempo di distruggerle».
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