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Daniel Vassallo sulla Rai portabandiera dell’autismo

di Alessandro Zelioli
Daniel Vassallo sulla Rai portabandiera dell’autismo

Scandiano: il figlio 22enne di Roberto, presidente dell'associazione Aut Aut, protagonista in tv: prima partecipa a “Storie Vere”, poi Flavio Insinna lo invita ad “Affari tuoi”

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SCANDIANO. Daniel Vassallo potrà coronare il suo sogno. Martedì 7 aprile, infatti, sarà ospite della trasmissione di RaiUno presentata da Flavio Insinna, “I fatti vostri”. Un primo passo verso la possibilità di partecipare alla famosa trasmissione dei pacchi, che rappresenta il sogno del 22enne scandianese, portabandiera di Aut Aut, l’associazione di famiglie con portatori di autismo, di cui il papà Roberto è presidente.

«Sono centrifugato dalle emozioni che sto vivendo in queste settimane – testimonia Roberto Vassallo, assieme alla moglie Tiziana a fianco di Daniel in questo tour romano nel quale sta sostenendo la causa degli autistici – Siamo tornati come promesso, da Eleonora Daniele a Storie Vere, la trasmissione che conduce su RaiUno ieri, in occasione della giornata mondiale dell’autismo. Una partecipazione che ha vissuto diversi colpi di scena».

Cioè?

«A un certo punto la conduttrice ha dichiarato che c’era una sorpresa per Daniel e da dietro le quinte è uscito il conduttore Flavio Insinna, con uno dei pacchi della trasmissione. Quel pacco conteneva l’invito ufficiale per Daniel a partecipare alla trasmissione di martedì 7 aprile. Andremo tra il pubblico, per vedere come Daniel si ambienta in quello studio, ma Insinna mi ha promesso che troveremo assieme il modo di far partecipare Daniel come concorrente».

Tutto questo in diretta?

«Assolutamente, e non c’era nulla di preparato. Sia la Daniele – che ha perso da pochi mesi il fratello Luigi, 40 anni, autistico, ndc – sia Insinna, si sono dimostrati veramente speciali, anche lontani dalle telecamere. Tanto che la Daniele lo ha voluto in giacca e cravatta alla serata in diretta dall’Auditorium di Roma, sul palco per la diretta di RaiTre dedicata all'autismo».

Sono giornate intense per Daniel e per la vostra famiglia?

«Anche troppo, ma fanno benissimo al movimento che rappresento. Da sempre speravo si potesse arrivare a parlare di autismo in Rai, perché credo che il servizio pubblico debba far conoscere queste patologie troppo spesso ritenute pericolose. Io voglio che si capisca che gli autistici possono integrarsi nella comunità, senza nessun problema».

Daniel è diventato una sorta di portabandiera del movimento?

«Mio figlio mi stimola in continuazione ad alzare il livello. È una risorsa e non un peso. Se mettere lui davanti alle telecamere serve per far parlare di autismo, ben venga. Ma la scelta è sempre stata di Daniel. Per questo sono orgoglioso di quello che sta ottenendo e di quanto riesce a far parlare di sé e quindi di autismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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