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“Food innovation” esperti mondiali in arrivo a Reggio

di Luigi Vinceti
“Food innovation” esperti mondiali in arrivo a Reggio

Si confronteranno sui nuovi confini dell’alimentazione con 19 giovani talenti selezionati in tutto il mondo

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REGGIO EMILIA. A un mese esatto dall'inaugurazione dell'Esposizione universale di Milano dedicata al "food" (cibo) di tutto il pianeta, Reggio ha presentato ieri il suo "Food innovation program", un master accademico internazionale di secondo livello che si sposa con il tema dell'Expo e concentra sull'Italia (meglio dire su Reggio) l'attenzione del mondo sull'innovazione del cibo.

E' iniziato settimane fa con una ventina di giovani talenti di Kenya, Congo, Zimbabwe, Canada, Stati Uniti, Inghilterra, Brasile, Messico e Italia e coinvolge docenti, imprenditori e leader di tutti i continenti. Le lezioni si tengono rigorosamente in lingua inglese.

L'Università di Modena e Reggio è affiancata dal Food Institute (Bologna) e dall'università americana di Palo Alto oltre ad istituzioni pubbliche e privati. Si va dal Comune capoluogo a Reggio Emilia Innovazione, dalla Fondazione Manodori ad un lungo elenco di partner come Google Food Team, Food Tech Connect, Aretè Knowledge, Food Tank, Food X, Youth Food Movement Australia. Per finire con rinomate imprese (Barilla, Saclà,Coop Nordest, Smeg, Nuova Castelli, Coopbox, Angelo Po, Alessi ed altre ancora). Ognuno ha messo a disposizione il sapere e le esperienze di cui dispone per far sì che la filiera agroalimentare ed enogastronomica venga studiata e analizzata dalla fase produttiva alla raccolta dei prodotti, dal trasporto alla conservazione e ovviamente al consumo finale avvalendosi di tutti i progressi tecnologici.

Il master si protrarrà fino a novembre e prevede oltre cinquanta incontri nei quali il cibo sarà motivo di dialogo e spunto di riflessione con la presentazione di libri, incontri con scrittori e giornalisti, missioni alla scoperta di aziende e territori per conoscere la cultura, le terre e le tradizioni delle industrie alimentari della Regione. Gli studenti dialogheranno con i fondatori di start up e aziende innovative per capire come avviare una società e diventare imprenditori nel settore; si farà ricerca durante Expo 2015; ci saranno progetti per migliorare modelli obsoleti e stimolare la creazione di nuove idee d'imprese.

Fiero di questa "creatura" si è detto il sindaco Luca Vecchi perché fa di Reggio un punto di eccellenza e coniuga tradizione ed innovazione. Singolare la collocazione didattica, uno spazio dei Musei Civici: dove si conservano storia e memoria ci si proietta al futuro. All'esterno dell'edificio ecco poi l'Officucina, una vetrina alla quale si affacciano macchine avveniristiche come stampanti 3D per piatti e posate, bollitori senza fiamma, affettatrici computerizzate, forni video controllati.

L'offerta formativa d'eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo - ha annotato il prorettore di Unimore Riccardo Ferretti - e questo è un luogo di progettazione e sviluppo dove la tradizione diventa eccellenza per il domani.

«Il problema alimentare viene affrontato - ha precisato Eugenio Dragoni direttore del dipartimento di Scienze e metodi - con approccio inedito, coniugando cibo ed ingegneria. Reggio porterà ad Expo le esperienze di una alimentazione capace di migliorare gli stili di vita e assicurare sopravvivenza all'uomo».

Facile immaginare l'entusiasmo dell'ideatore del master, Matteo Vignoli, che dirige il Food Innovation Program.

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