Iren vuole indietro i soldi «Vecchi non ci lasci soli»
Il debito pregresso dovrà essere comunque recuperato tramite azioni forzose Bertani: «Il comune è azionista e il sindaco deve giocare il ruolo di mediatore»
REGGIO EMILIA. «Io mi auguro che già domani (oggi per chi legge, ndr) il sindaco Vecchi ci chiami, venga qui e si metta a parlare con questa gente perché è sola, senza più acqua calda né qualcuno che si faccia carico delle loro difficoltà». Primo Bertani è uno dei proprietari degli appartamenti di via Turri. L’attico al civico 47 è suo, la residenza più alta di tutto il centro città. Dopo aver comprato l’appartamento è entrato a far parte della partita contro Iren, che pretende 364mila euro da tutti i condòmini per debiti in buona parte pregressi e a carico di persone che si sono trasferite, facendo perdere le loro tracce. Ora la disputa è in mano ai legali incaricati dagli amministratori in nome dei condomini. «Nessuno dice che Iren non avanzi quei soldi - dice Bertani che non ha mai mancato un pagamento - il fatto è che i conteggi non tornano. Noi li abbiamo fatti rifare e la stima di Iren non quadra con la nostra, e di parecchio. La cosa assurda è che i nostri avvocati hanno chiesto più volte, per mezzo di raccomandate, un incontro con Iren. È dal 2012 che aspettiamo una risposta».
Proprio il civico 47 è stato uno dei primi a mobilitarsi per tentare di evitare il peggio. Quattro anni fa i proprietari hanno fatto installare dei “conta calorie” in ciascun appartamento, sistema che permette inoltre di scollegare il servizio di riscaldamento con un semplice tasto a chi non è in regola con i pagamenti senza lasciare “al buio” tutto il palazzo. «Abbiamo speso mille euro a famiglia più Iva - dice Bertani - potevamo essere un esempio virtuoso per ovviare al problema del sistema centralizzato che, come accaduto oggi, ha staccato tutto il palazzo senza fare distinguo tra chi è in regola e chi no». Nonostante la spesa di 100mila euro circa, la sperimentazione non ha dato i frutti sperati. Iren resta sulla sua posizione, salvo poi doversi comunque tutelare per riprendersi i soldi ancora in arretrato. «Il problema è quello - dice Bertani - siamo alle carte bollate ma loro andranno avanti per riavere quei soldi. Il comune è azionista di Iren e può giocare sicuramente un ruolo di mediazione in questo frangente che è davvero complicato e causerà un danno alla collettività».
In realtà il comune e Iren avevano presentato un piano di rientro che è stato sottoscritto da due condomini della zona su dieci. Circa 125 famiglie, quindi, hanno accettato le condizioni imposte, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Le altre 397 famiglie hanno dichiarato invece di non essere in alcun modo disponibili. Intanto le minoranze in consiglio comunale si starebbero organizzando per chiedere il conto alla maggioranza che da sempre ha gestito la situazione a Reggio est, diventata ormai un caso politico che accenderà lo scontro in consiglio. (e.l.t.)
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