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Contratti, grazie agli sgravi riparte il posto fisso

di Enrico Lorenzo Tidona
Contratti, grazie agli sgravi riparte il posto fisso

A inizio anno tornano a salire i contratti a tempo indeterminato. Ma è l’effetto anche del maxi contributo statale

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REGGIO EMILIA. I contratti a tempo indeterminato tornano a crescere nel 2015, il primo anno dal 2008 che parte col piede giusto. Nel bimestre gennaio-febbraio sono aumentati infatti i contratti a tempo indeterminato, saliti del 6,5% sullo stesso periodo del 2014.

Non è un risultato trascurabile vista la diffidenza ormai conclamata da parte degli imprenditori, che gli ultimi anni di crisi hanno attinto a piene mani ai contratti a termine. La tendenza, quindi, sembra essersi invertita. Rispetto al 2014, quando i contratti a tempo indeterminato tra gennaio e febbraio erano stati 3.226, gli avviamenti sono diventati 3.437 in provincia di Reggio. Fatti i conti si tratta di 211 contratti in più.

Sentendo gli esperti del settore, però, non è tutto oro quel che cola. Molti di questi contratti sono “drogati” da un effetto di sostituzione, che ha portato alla trasformazione dei contratti a termine in quelli a tempo determinato, che permette alle aziende di attingere a contribuzioni di tutto riguardo.

Se per vedere l’effetto del Jobc act bisognerà attendere ancora un po’ di tempo - è entrato in vigore a marzo - si possono già tirare le somme della riforma dei contributi già inseriti nella Legge di Stabilità. Questa prevede per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato decorrenti dal primo gennaio al 31 dicembre 2015 l'esonero totale dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi quelli Inail), per un periodo massimo di 36 mesi e un importo massimo pari a 8.060 euro annui. Una manna per molte imprese, che tornano a sperare nella ripresa e fanno man bassa del taglio dei contributi.

A crescere nel bimestre in oggetto, sono soprattutto i posti a tempo indeterminato per magazzinieri e autotrasportatori: i contratti in questo comparto sono passati dai 162 dei primi 60 giorni del 2013, ai 137 del 2014, risalendo ai 292 del 2015. Tornano a crescere anche gli addetti degli autosaloni e delle officine meccaniche, passati dai 279 del 2014 ai 357 del 2015 (+28%). In numeri assoluti il progresso maggiore è chiaramente appannaggio delle manifatture, che sono salite del 9,3%, con 983 contratti senza termine. Resta invece negativo il parziale registrato nel settore delle costruzioni, passato dai 272 contratti di inizio 2013, ai 242 del 2014 fino ai 172 del 2015.

Il quadro è comunque parziale e prima di cantar vittoria bisogna inanellare almeno tre trimestri per poter parlare di ripresa certa, in grado di resistere per molto tempo ancora per poter recuperare la perdita secca di posti di lavoro avvenuta negli ultimi 7 anni.

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