Spacciatore braccato tenta di investire un vigile
Inseguimento da Reggio fino a Campogalliano, dove è stato arrestato un 30enne marocchino denunciato per lesioni aggravate, rintracciato grazie al satellite
REGGIO EMILIA Un’inchiesta antidroga che per un nonnulla non è finita in tragedia. Stiamo parlando di quanto accaduto martedì in via Ferruccio Tagliavini, a Masone. Tutto in un lampo. Il nucleo antidroga della Municipale è sulle tracce da giorni di un marocchino 30enne – Abdelijail Labrham – che ha precedenti specifici e si “muove” molto in auto, peraltro monitorata dagli agenti che vi hanno piazzato un trasmettitore satelitare (gps). Quando martedì lo vedono uscire di casa in macchina intuiscono che ha con sè la droga da vendere – si sospetta cocaina e hascisc – quindi decidono di bloccarlo.
Gli si piazza davanti una macchina “civetta” con il lampeggiante non in funzione ma già posizionato e l’agente Piero Catellani esce dall’auto con la paletta intimandogli l’alt. Per tutta risposta il nordafricano spinge sull’acceleratore e se il vigile non è rapido nel rituffarsi nella macchina sarebbe stato travolto. Sono attimi tremendi. Nel farsi largo per fuggire, il marochino centra comunque la macchina della Municipale e l’agente viene ferito ad una mano: frattura scomposta di un dito, ne avrà per cinquanta giorni. E se l’è vista davvero brutta.
Ma non è finita qui, perché quell’auto in fuga fa solo temporaneamente perdere le proprie tracce: il gps è un “alleato” prezioso per la Municipale che lo rintraccia a Campogalliano (Modena). Con l’aiuto dei carabinieri del posto, gli agenti della polizia muncipale di Reggio Emilia individuano il marocchino che, insieme ad un’altra persona, sta facendo benzina in un distributore nei pressi del supermercato Conad.
Anche in questo caso la vicenda si fa movimentata: i due si dividono e scappano a piedi. Ma Labrham non andrà lontano. Una volta bloccato il 30enne – mentre l’altro per il momento non si trova – gli accertamenti si spostano nella casa di Masone del nordafricano.
In quel’abitazione non c’è droga, ma una bella somma in contanti sì: circa tremila euro sono nascosti in una calza collocata sopra un armadio, mentre altri 500 euro sono dentro una confezione di plastica trovata in cucina. Il 30enne – secondo quanto accertato dalla Municipale – non lavora da tempo, eppure ha tutti quei soldi in casa. Tutto ciò è sospetto, comunque poco per far scattare un’accusa di spaccio. Viene comunque arrestato per lesioni aggravate, visto quello che ha combinato con il vigile. Ieri, in aula, ha detto che ha reagito così perché non aveva capito di trovarsi di fronte degli agenti, in quanto erano in borghese. Si è spaventato e ha cercato la fuga a tutti i costi. Su di lui pesano i precedenti penali e il giudice Alessandra Cardarelli lo tiene dentro. Sarà processato il 10 aprile.
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