Bagni a pagamento contro il degrado in stazione
L’opzione viene valutata dalle Ferrovie dello Stato dopo il caso della donna delle pulizie punta da una siringa
REGGIO EMILIA. «Stiamo valutando di reintrodurre i bagni a pagamento. Come misura di protezione per chi usa i bagni stessi e con l'obiettivo di renderli maggiormente inospitali per chi invece viene qui per altre attività».
Così parlano le Ferrovie dello Stato alla luce del grave episodio registrato nei servizi della stazione di viale Marconi: il ferimento con l'ago di una siringa abbandonata in un cestino del wc ai danni di una donna delle pulizie.
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L'episodio accende i riflettori sulla situazione dei bagni della stazione che, nonostante il quotidiano intervento di pulizia, sono presi di mira da tossicodipendenti e spacciatori. Non ci vuole molto per accorgersene quando si passa di là: è in particolare quello delle donne, essendo più spazioso, a essere scelto come angolo appartato per riunirsi e condividere l'esperienza del buco. Le tracce sono evidenti a terra: pezzi di carta stagnola che fino a poco prima contenevano l'eroina gettati a terra. Poi, nel pattume, le siringhe, spesso lasciate con l'ago scoperto. Mettendo di fatto a rischio l'incolumità di chi quegli stessi servizi li utilizza, o li pulisce.
«Si tratta di una situazione che anche noi subiamo» premettono dalle Ferrovie. E che chiaramente è legata, più che ai viaggiatori in transito, a chi frequenta la stazione e le zone limitrofe. Un degrado nei confronti del quale tutte le forze dell'ordine, polizia ferroviaria in testa, hanno cercato e stanno cercando di far fronte con servizi di controllo sempre più frequenti e che portano quasi quotidianamente all'arresto di spacciatori e al sequestro di sostanze. Resta, tuttavia, la piaga dei tossicodipendenti.
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Qualche anno fa, l'accesso ai bagni sul primo binario era regolato dalla presenza di un operatore e a pagamento. In seguito, però, tale sistema era stato ritenuto troppo costoso. In molte stazioni ferroviarie d'Italia - Bologna, ad esempio - le Ferrovie hanno installato un accesso a pagamento automatico ai bagni. Una soluzione che potrebbe arrivare a Reggio. «L'introduzione del pagamento non sempre è vista di buon occhio dai passeggeri, ma dato anche questo episodio, ci stiamo ragionando.
L'alternativa è un intervento sull'illuminazione» spiegano. Che possa, cioè, rendere difficile "bucarsi" in stazione. Le telecamere ci sono, ma ovviamente solo all'esterno del bagno e non possono certo essere installate dentro. E cxomunque non bastano come deterrente per evitare che vi accedano persone che non necessitano dei servizi, bensì di un rifugio nascosto per altri bisogni.
Dalle Ferrovie arriva inoltre un pensiero di vicinanza alla donna delle pulizie incappata nel brutto incidente. Con l'auspicio che tutta possa risolversi nel migliore dei modi.
La donna, infatti, dopo essere stata medicata al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Nuova, dovrà ancora attendere diversi giorni per effettuare le analisi del sangue necessarie ad escludere di avere contratto infezioni o altre malattie dopo la puntura con quell'ago abbandonato in bagno.
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