Cremazioni, nuovo stop per l’impianto di Coviolo
Le ditte che hanno perso l’appalto ricorrono al Tar chiedendo una sospensiva: «Ribasso anomalo». Si decide il 15 aprile
REGGIO EMILIA. Un nuovo stop, che potrebbe allungare ulteriormente i tempi di costruzione del nuovo forno crematorio a Coviolo, ormai da anni in attesa di essere realizzato. È quanto stabilito dal Tar di Parma, che il 30 marzo scorso ha accolto un ricorso di annullamento – previa sospensione dell’efficacia – presentato dalle Officine Meccaniche Ciroldi spa e dalla Cooperativa Muratori di Soliera.
Le due società, che si erano costituite in un’associazione temporanea di impresa (Ati), a febbraio sono arrivate seconde nella gara di assegnazione dei lavori. Per questo motivo, hanno chiesto al tribunale amministrativo la sospensione del provvedimento di aggiudicazione dell’appalto, ricorrendo contro il Comune e nei confronti delle tre aziende vincitrici: un’Ati guidata dalla Vezzani Spa di Quattro Castella, insieme alla Tecnecoforni srl e alla Coesa srl.
Sei in totale le contestazioni avanzate, che ruotano attorno a quella che – secondo le due società che hanno presentato il ricorso – è stata un’assegnazione «anormalmente bassa». L’importo dei lavori era stato fissato nell’appalto a 995 mila euro.
L’aggiudicazione, invece, è avvenuta con un ribasso del 30%, per una cifra pari a 730 mila euro. Un’offerta sulla quale dallo stesso Comune, in sede di aggiudicazione provvisoria, avevano avviato un procedimento di verifica. Il procedimento era stato concluso il 16 dicembre 2014, quando sempre dal Comune l’offerta è stata ritenuta congrua. Una decisione che ha spinto le ditte che non hanno vinto la gara a chiedere chiarimenti sulle modalità di assegnazione.
La richiesta di sospensione, avanzata il 27 marzo al Tar dalle Officine Meccaniche Ciroldi e dalla Cooperativa Muratori Soliera, è stata inoltre estesa anche alla determina dirigenziale del 17 febbraio scorso (con la quale il Comune ha assegnato l’appalto in via definitiva), a tutti i verbali della commissione gara e, si legge nel decreto del Tribunale amministrativo, ad «ogni atto, comunque connesso, presupposto e/o consequenziale», compreso «il contratto nelle more eventualmente stipulato tra le parti».
La data d’inizio del funzionamento del nuovo impianto, basato su elevati standard di efficienza energetico-ambientale, era stata inizialmente fissata per il prossimo 31 maggio. Ma, adesso, bisognerà aspettare un nuovo via libera.Emettendo il decreto di richiesta della sospensione «limitatamente alla stipula del contratto», il giudice amministrativo monocratico ha rimandato ogni decisione nel merito. La trattazione della causa avverrà il prossimo 15 aprile, in camera di consiglio collegiale.
Inizialmente, il cimitero di Coviolo era dotato di due forni crematori, soddisfacendo in questo modo le richieste che arrivavano non solo dal nostro territorio, ma anche dalle province limitrofe. Dopo circa vent’anni di funzionamento ininterrotto, tuttavia, uno dei due impianti è stato interessato da un guasto.
Il secondo impianto, invece, con tecnologia obsoleta, ha avuto problemi sin dal 2010, quando l’Arpa aveva rilevato problemi di inquinamento, costringendo alla sospensione del servizio. Un ulteriore problema si era verificato infine nell’agosto scorso, proprio in concomitanza con un aumento esponenziale delle richieste di cremazioni. Non solo a Reggio città, ma anche nel resto della provincia e in quelle limitrofe.
Di qui l’avvio del procedimento per la costruzione di un nuovo impianto che, prima di vedere finalmente la luce, dovrà a questo punto superare un ennesimo ostacolo rappresentato dal giudizio del Tar.
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