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«Le botte? Lo amo e resto con lui»

«Le botte? Lo amo e resto con lui»

Maltrattamenti: la 24enne difende in aula il suo uomo, poi assolto

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REGGIO EMILIA. «Le botte? Litighiamo perché lui è geloso, ma lo amo e voglio stare con lui». E’ il succo di una storia che coinvolge una giovane coppia – sono entrambi 24enni – e in cui fra il 2011 e il 2014 hanno fatto capolino atti violenti, con tre episodi specifici “raccontati” da altrettanti certificati medici e su cui la squadra mobile – coordinata dal pm Maria Rita Pantani – ha fatto accertamenti, arrivando alla conclusione che lui maltrattava la sua donna.

Pugni al volto, calci alla gola, scatti d’ira, insomma vicende poco edificanti, con la convivente costretta a chiamare il 113. E sul compagno, ritenuto pericoloso, è “piombato” nel novembre scorso il divieto d’avvicinamento. Ma anche in questo caso, quando il provvedimento è stato notificato al 24enne, la compagna si è messa di mezzo e ha voluto che i poliziotti verbalizzassero il suo disappunto per l’allontanamento dell’uomo che ama.

 «Siamo felici insieme – aveva rimarcato – e ritengo ingiusto questo provvedimento, non ho mai fatto denuncia». Più o meno le stesse affermazioni fatte ieri, in aula, dalla 24enne davanti al giudice Dario De Luca, perché nel frattempo le indagini– innescatesi d’ufficio – hanno portato sotto processo il compagno per maltrattamenti e lesioni.

Hanno testimoniato i vicini di casa che hanno sentito effettivamente delle urla provenire dall’abitazione dei due giovani, ma di botte non ne hanno viste. Come detto, la stessa compagna, pur non smentendo le botte, ha comunque voluto ridimensionare il “quadro”, perché di veder condannato il suo uomo proprio non ne vuol sapere. E insieme i due coetanei hanno atteso, trepidanti, la sentenza, mostrando infine tutta la loro felicità quando il giudice è uscito dalla camera di consiglio con una decisione non sanzionatoria.

Ha, infatti, assolto dai maltrattamenti “perché il fatto non sussiste”, non avendo riscontrato l’abitudinarietà nei comportamenti che porta a vessazioni fisiche e psicologiche continue, ritenendo i tre episodi nel mirino come sporadici. Mentre per le lesioni, mai denunciate dalla donna, il tutto si è risolto con un “non doversi procedere per mancanza di querela”.

Il giudice ha, infine, revocato il provvedimento d’allontanamento. «Sono state condivise le osservazioni di diritto avanzate dalla difesa – commenta a fine-udienza l’avvocato Nicola Tria – e il giudice ha preso atto della situazione, cioè di una coppia che intende risolvere i propri problemi». (t.s.)

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