Madonna votiva danneggiata dai vandali
E’ già la sesta volta che viene rotta nel parco del Rio, ricorda il “miracolo” che salvò un 18enne dopo uno schianto
CAVRIAGO. Chiamateli vandali, chiamateli individui senza niente di meglio da fare o come volete. Ma una cosa è sicura: prendere di mira una madonnina di certo non trova giustificazioni.
Siamo al parco del Rio, dove si trova una Maestà devozionale realizzata per volere della famiglia Govi che, nel 2007, aveva visto il figlio allora 18enne protagonista di un gravissimo incidente. Il ragazzo si salvò quasi per miracolo, quindi i genitori, Laura e Giovanni Govi, decisero due anni dopo di ringraziare la Madonna facendo erigere questa cappellina intitolata a “Maria salute degli infermi” e a “Maria come madre di tutti i giovani”.
La Maestà è stata eretta per trasmettere un messaggio molto bello: un invito a “cercare di non disperarsi nei momenti più difficili della vita”. Tra l’altro la madonnina è in legno, ha lineamenti e sembianze giovanili, ed era stata acquistata a Ortisei, in Val Gardena, dove la comunità di Cavriago ha una casa parrocchiale che ogni estate ospita famiglie e ragazzi.
Anche il luogo non era stato scelto a caso. È un punto di ritrovo di molti ragazzi in primavera e in estate. «Possono vederla, soffermarsi, riflettere e coglierne il significato più profondo – ci aveva spiegato Laura a suo tempo – Pensiamo possa costituire un messaggio positivo per loro, essere il simbolo di tutto ciò che di bello ci offre la nostra vita».
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Invece, la Madonnina non trova pace. E per la sesta volta è stata presa di mira. Come ci racconta Giovanni Govi, «l’anno scorso avevamo messo un vetro antisfondamento dopo che quello presente era stato infranto per la quinta volta e la Madonnina era stata buttata in un canale».
Per fortuna erano riusciti a recuperarla, grazie anche alle segnalazioni di cittadini che passeggiavano in zona. A quel punto la famiglia Govi aveva deciso di mettere un vetro più resistente, nella speranza che non sarebbe più successo niente. Invece, è capitato di nuovo: «Con sassi o altro, anche stavolta hanno cercato di infrangerlo ma non ci sono riusciti, quindi hanno fatto leva sulla serratura e sono riusciti ad aprirla». A quel punto hanno preso la Madonnina e l’hanno danneggiata. «Con un coltello l’hanno sfregiata, il danno maggiore è sulla schiena. Poi vi hanno colato sopra della cera». Giovanni scuote la testa mentre ci racconta. «Proprio non capisco le ragioni di tanto accanimento».
Hanno provveduto a sostituire il vetro diverse volte, una volta anche a ripitturare e ritoccare l’esterno della Maestà votiva. «Ora sostituiremo il vetro, che è stato rovinato, poi rimetteremo la Madonnina una volta sistemata. Anche se mia moglie, dopo l’accaduto, aveva pensato di non rimetterla e di tenerla a casa».
La madonnina è stata portata subito dal restauratore Musiari, che si sta occupando di sistemarla, per quanto sia possibile, e ridipingerla.
«La rimetteremo al parco del Rio a maggio, nel mese della Madonna. È nata per stare lì e lì dovrà continuare a stare». Al momento ne è stata messa una provvisoria: «Cambieremo anche la serratura». Certo i danni totali sono elevati: diverse migliaia di euro per i vari episodi. Al parco del Rio, nel corso degli anni, si sono verificati anche altri atti vandalici: «Lampioni rotti, panchine in legno date alle fiamme sotto al gazebo, panchine di ferro scardinate dal suolo e – prosegue Govi – ieri sono passato e ho visto anche un libro bruciato dentro a un sottovaso. Qua bisogna fare qualcosa per impedire che questi tristi gesti si verifichino ancora: è un continuo. Mi appello dunque alle persone competenti in materia di sicurezza». Al momento gli autori del gesto non sono stati individuati. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
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