Dietrofront del governo, il Tar resta aperto
Esito positivo nell’incontro con il Dipartimento affari giuridici. Ma ora servirà un decreto ad hoc
REGGIO EMILIA. Contrordine: il Tar di Parma non chiude. Anzi, potrebbe addirittura rilanciare, inglobando nelle sue sfere di competenza territoriale anche Modena, ora sotto la giurisdizione di Bologna. È quanto emerso nel corso di un colloquio avvenuto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi tra una delegazione di avvocati amministrativi parmigiani, capitanati da Marcello Medogni e da Maurizio Paladini, e la responsabile del Dipartimento affari giuridici e legislativi del governo, Antonella Manzione.
All’incontro erano presenti anche l’avvocato Corrado Orienti, in rappresentanza dell’associazione degli avvocati amministrativisti dell’Emilia-Romagna, e il senatore Pd, Giorgio Pagliari. Proprio Manzione avrebbe rassicurato la delegazione sulla decisione del governo di non chiudere la sezione distaccata del Tribunale amministrativo regionale, che sulla base dei tagli prospettati dalla Spending Review sembrava invece destinata a chiudere definitivamente i battenti. La decisione di chiudere sarebbe stata presa sulla base di dati incompleti, che non rendevano merito alla mole di lavoro svolto dal tribunale. Ma ora, di fronte ad una nuova documentazione, dal governo avrebbero deciso per un dietro front. Per sancire definitivamente un’inversione di rotta, è però necessario un decreto legge che modifichi quanto già approvato in un provvedimento legislativo di un anno fa. Ad essere salvate, oltre alla sede di Parma, anche quelle di Latina e di Pescara. Il decreto dovrà essere approvato prima di luglio. La presidente del Tribunale, Angela Radesi, ha espresso soddisfazione e cautela, in attesa che il nuovo iter legislativo giunga a conclusione. Soddisfazione anche dal parlamentare Pd, Pagliari, che già nei giorni precedenti l’incontro aveva lasciato intuire margini di manovra.
«Ricevuto messaggio Tar. Credo proprio che riusciremo a risolverla. Dillo anche a Patrizia». Questo il testo di un sms che Pagliari dice di ricevuto martedì mattina dal premier Matteo Renzi, sollecitato ad intervenire per stoppare la chiusura. Una partita in cui si sono inseriti anche i territori di Reggio e Piacenza, che hanno chiesto un incontro i cui esiti ora potrebbero portare ad una svolta inattesa e a lungo insperata.
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