Grande Aracri, cosca in trasferta a Verona
Alcuni rapporti tirano in ballo il sindaco Tosi (“Solo fango”), Bindi chiede una commissione
Gli investigatori lo dicono da tempo: la cosca Grande Aracri di Brescello sta cercando di allargare il suo raggio d'azione a tutto il Nordest. Così, è di un certo interesse anche per le vicende di casa nostra ciò che sta accadendo a Verona. L'altro giorno, nella conferenza stampa di chiusura della missione in terra veneta della Commissione parlamentare antimafia, la presidente Rosy Bindi ha richiesto a Prefettura e al locale Comitato per la sicurezza di valutare l'istituzione della commissione d'accesso per il comune di Verona: il primo passo della procedura che potrebbe portare allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Tra l'altro, la stessa procedura chiesta dal vice dell'Antimafia Claudio Fava per il Comune di Brescello, in aperta polemica con il sindaco Marcello Coffrini. "La possibilità di istituire la commissione d'accesso era già stata valutata dalla prefettura e si era ritenuto che non vi fossero gli elementi sufficienti - ha dichiarato Rosy Bindi, ma oggi dopo gli fatti emersi con l'inchiesta Aemilia vecchi elementi possono essere letti in nuova luce e riconsiderati". La decisione unanime della Commissione è venuta dopo un giorno di audizioni che si è tenuto oggi presso la Prefettura del capoluogo veronese. Molti i documenti che sono stati analizzati e le vicende passate in rassegna.
Ma cosa è accaduto a Verona? La recente inchiesta Aemilia della procura di Bologna - scrive il Fatto Quotidiano - ha fatto emergere in particolare gli interessi del clan Grande Aracri per alcuni business immobiliari veronesi. Business che avrebbero avuto bisogno di un imprimatur politico. L'uomo del clan Antonio Gualtieri, ricostruiscono gli investigatori, vede nell'imprenditore veronese Moreno Nicolis il tramite per entrare in contatto con l'amministrazione.
"E' lo stesso Gualtieri Antonio - sottolineano gli investigatori dell'Arma nel loro rapporto - nel corso di alcune conversazioni ambientali con Salvatore Minervino (contabile del clan emiliano ndr), a vantarsi di avere personalmente conosciuto sia il sindaco che il vicesindaco di Verona".
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