Il giovanissimo segretario del Pd locale: «Coffrini ha sbagliato ma non è colluso»
Saverio Bonini. 21 anni, critica la manifestzione di sabato: «È solo politica, non è il modo corretto per battere la mafia»
BRESCELLO. Ha le idee chiare sul da farsi, Saverio Bonini. Il giovanissimo nuovo segretario del Pd di Brescello (21 anni) è stato appena eletto ma ha già fissato i punti chiave del suo mandato, parlando di poca teoria e di molta pratica. Anche quando si tratta di toccare un tema “caldo” come quello del caso-Coffrini, il neosegretario non si scompone: «Da quelle dichiarazioni – ha spiegato – è nato un problema politico, ma il valore della persona non è affatto in discussione e non è affatto collusa».
Bonini, come arriva un giovane a diventare segretario di una sezione con 125 iscritti?
«Nel mio caso innanzitutto per passione. Ho la tessera da due anni, ma non sono mai stato iscritto alle federazioni giovanili. Credo che non bisogna stupirsi se i giovani si avvicinano alla politica, perché è un tema che riguarda tutti».
Com’è arrivato il partito a individuare la sua figura?
«Avevo manifestato a Gabriele Gemma, segretario uscente, il mio interesse. E da lì abbiamo iniziato un confronto, nel quale sono uscite le mie intenzioni, dettate dalla buona volontà e non dall'interesse personale. Visto che le candidature erano due, la mia e quella di Enrico Davolio, abbiamo poi intrapreso un percorso di dialogo per cercare di arrivare a una soluzione evitando le primarie: non avrebbe avuto senso far scontrare, in una realtà così piccola, due candidati, peraltro entrambi di chiara ispirazione renziana. Dopo la raccolta delle firme, abbiamo instaurato un dialogo e ci siamo impegnati a trovare una strada comune, tanto che ho nominato Davolio stesso mio vice».
Da cosa partirà?
«Il primo obiettivo è riaprire la sede. Non si può tenere chiuso un luogo di condivisione nel quale si può incentivare lo scambio di opinioni e di idee. In seconda battuta, avere regole chiare, che favoriscano il dialogo e la partecipazione. Ci vogliono regole condivise da tutti, che non lascino spazio a interpretazioni e che non ci mettano in condizione di dover chiedere aiuto e chiarimenti alla sede provinciale. Ultimo, ma non meno importante, la promozione del partito: aprirci all'esterno e far vedere cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo fare. E rivolgerci non solo a chi la pensa come noi, ma alla piazza in generale».
Vi siete già confrontati sul tema Coffrini? Sabato in paese ci sarà una manifestazione del Movimento 5 Stelle.
«Non abbiamo ancora affrontato questo tema con il direttivo ma nei prossimi giorni diffonderemo un comunicato con la nostra posizione. La manifestazione di sabato è politica, e a mio avviso non rappresenta il modo corretto di combattere le mafie. Le iniziative si fanno senza le bandiere: in certe occasioni la politica dovrebbe svestire i propri colori e indossare solo i panni della legalità. In questo caso siamo davanti a una manifestazione contro Coffrini e non contro la mafia».
Che idea si è fatto di quanto accaduto?
«Sulla sua figura non ci sono dubbi, così come è evidente che l’amministrazione non ha infiltrazioni mafiose. Resta la gravità di quelle affermazioni, ma è già stato dimostrato che si è trattato di una leggerezza. Credo non abbia senso scagliarsi contro Coffrini perchè non è mafioso, a suo carico non ci sono condanne e siamo convintissimi della sua onestà».
Puntate a tesserarlo nuovamente per il partito?
«Coffrini ha sempre avuto la tessera, eccezion fatta per il 2014. Non credo che abbia cambiato sponda politica, ma la questione del tesseramento è delicata ed è una domanda da girare al segretario Costa».
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