Gazzetta di Reggio

Reggio

Imu sugli impianti di risalita, è già guerra

Collagna: sarebbe la conseguenza di una sentenza contestata, la Lega Nord contro il governo Renzi

3 MINUTI DI LETTURA





COLLAGNA. C’è una spada di Damocle dall’ombra minacciosa che incombe sulle stazioni sciistiche appenniniche, che proprio quest’anno sembravano aver ritrovato slancio dopo anni di problemi (specialmente a Febbio). Si tratta di una nuova normativa che ha già suscitato reazioni forti da parte degli operatori del settore a livello nazionale, e che imporrebbe il pagamento dell’Imu sugli impianti di risalita. Sul tema intervengono il consigliere regionale della Lega Nord Gabriele Delmonte e il consigliere comunale di Collagna con delega al Turismo (nonché maestro di Sci a Cerreto) Chicco Ferretti.

«E’ vero che al peggio non c’è mai fine – scrivono in una nota congiunta – ma dopo le imposte sui terreni agricoli e le stime gonfiate sulle assunzioni del ministro Poletti, l’ultima falla alla politica economica del governo Renzi è stata messa in evidenza da una sentenza della Consulta: l’applicazione dell’Imu agli impianti di risalita turistici del territorio. Tradotto: un ulteriore schiaffo all’economia, in un settore che, faticosamente, anche in regione, sta cercando di riprendersi dalla crisi».

Proseguono Delmonte e Ferretti: «Sono tre gli impianti reggiani che sarebbero coinvolti dal provvedimento: Febbio, Cerreto Laghi e Ventasso Laghi. Si tratta dell’ennesima vergogna, frutto di una falla nella politica del governo Renzi, che la Consulta ha evidenziato con la propria sentenza. Renzi, a parole, dice di volere togliere lacci e lacciuoli all’economia, per rilanciare i settori produttivi, e poi si trova a dover applicare l’Imu agli impianti di risalita delle stazioni turistiche italiane, per colpa di proprie inadempienze. In una provincia come Reggio questo rappresenta un duro colpo, poiché tre sono gli impianti colpiti dal provvedimento, dopo che la Consulta ha confermato che anche per loro dovrà scattare l’Imu».

Delmonte, con l’appoggio di Ferretti e dei consiglieri locali del Carroccio, promette di «andare fino in fondo alla cosa: questa misura equivale a fare tassare i capannoni di un qualsiasi imprenditore e anche i macchinari che ci sono dentro. Si tratta di una doppia, iniqua tassa del governo, che affosserà l’economia montana, in zone come la nostra, ad alta vocazione turistica. Chiederemo all’assessore regionale Andrea Corsini, visto che la Regione ha la competenza esclusiva sul turismo, di intervenire al più presto e di prendere posizione su questa ingiustizia».

Nei giorni scorsi l’allarme era stato lanciato anche dal presidente nazionale di Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) Valeria Ghezzi: «La sentenza 4541 del 21 gennaio 2015 è un precedente che, in assenza di soluzioni politiche, produrrà un effetto domino su tutte le altre aziende del settore. Siamo ovviamente disponibili a pagare l’Imu sulle attività commerciali, ma non sugli impianti di risalita: sarebbe come tassare le ferrovie dello stato per le rotaie. Per di più, saremmo costretti a pagare un’imposta su strutture che, alla fine della loro vita tecnica, dobbiamo smantellare, sostenendo anche questa ulteriore spesa». (l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google