Gazzetta di Reggio

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La famiglia si tutela, nominato un legale

di Tiziano Soresina
La famiglia si tutela, nominato un legale

La madre resta grave in Rianimazione. I carabinieri acquisiscono gli esiti del riscontro diagnostico fatto sul feto morto

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REGGIO EMILIA. La piccola Giada nata morta, la vita della mamma appesa ad un filo sottilissimo.

Va avanti così dal 24 marzo all’interno dell’ospedale Santa Maria Nuova: giorni tremendi, in cui accanto alla sofferenza della famiglia c’è lo strenuo impegno dei medici per salvare la donna che è in coma dalla notte del parto. Una vicenda che, pian piano, si sta però incamminando verso una battaglia giudiziaria e lo si capisce da come ci si sta muovendo sui vari fronti. Appresa la notizia dal nostro giornale, la procura ha aperto un fascicolo conoscitivo, come ha deciso il procuratore capo Giorgio Grandinetti che, tramite i carabinieri, ha già acquisito le cartelle cliniche e la documentazione sul riscontro diagnostico fatto dall’ospedale sul feto. L’intenzione degli inquirenti sarebbe quella di disporre l’autopsia del feto, ma non è chiaro se sia ancora possibile. Sempre la procura – di turno è il pm Maria Rita Pantani – sta monitorando anche la situazione clinica della mamma che sta lottando fra la vita e la morte in un letto del reparto di Rianimazione. La famiglia della 42enne di esposti, sinora, non ne ha presentati, ma ora ha deciso di tutelarsi. Due familiari (la madre e la sorella della donna in coma) si sono affidate all’avvocato Roberto Sutich affinchè segua, sul piano legale, l’evolversi di questa vicenda straziante. I familiari si fanno tante domande sull’accaduto – partendo dall’induzione ad un parto naturale per arrivare, attraverso altre drammatiche “tappe”, sino all’accertamento diagnostico sul feto – e si ritrovano con la piccola Giada morta e la mamma che non è più cosciente. Una situazione troppo angosciante e complessa per non affidarsi ad un avvocato che sappia muoversi fra questi meandri sanitario-legali. Da parte sua l’ospedale, tramite il direttore sanitario Giorgio Mazzi, si è pronunciato martedì scorso sul caso: «Si è trattato del parto di un feto morto. A questo si è aggiunta una emorragia massiva post partum che non è stata causata da manovre sbagliate dei medici. Proprio per questa emorragia la madre è ora ricoverata, sedata, in Rianimazione. Mentre era in corso il distacco della placenta – continua Mazzi – si è verificata un'abbondante perdita di sangue favorita dallo squilibrio del sistema di coagulazione che casi come questo possono provocare. Nel tentativo di fermare l'emorragia è stato anche asportato l'utero». L’emorragia ha provocato guai seri alla donna sulla quale i medici hanno eseguito manovre per rianimarla fino alla stabilizzazione delle sue condizioni che restano da giorni gravi.

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