Roma, il «cerchio magico» segue Delrio
L’unico dubbio riguarda Bonaretti, possibile suo nuovo capo di Gabinetto. Voci sulla cooptazione di Magnani
Promosso o bocciato? Il trasferimento di Graziano Delrio dal Sottosegretariato alla presidenza del Consiglio al ministero per le Infrastrutture fa molto discutere negli ambienti politici sia nazionali, sia reggiani. Le interpretazioni si sprecano, così come le pacche sulle spalle degli amici di sempre.
Scrive il sito Dagospia, sempre bene informato sulle logiche di Palazzo: «Nel giro stretto di Renzi lo chiamavano “l’uomo cerniera”, perché Graziano Delrio ha sempre fatto da collegamento tra i renziani duri e puri e mondi diversi. Che fossero i rapporti con il vecchio giro di Enrico Letta, oppure con le litigiose minoranze piddine, poco cambia: da sottosegretario alla presidenza del Consiglio Delrio ha sempre mediato, mediato e mediato. Fino a sollevare qualche diffidenza tra i vari Lotti, Boschi e Manzione, ovvero il “Giglio magico” di Matteo.
Il giorno dopo la nomina a ministro delle Infrastrutture, Delrio sa che ha perso una piccola guerra nei corridoi di Palazzo Chigi - dice Dagospia - e che l’amico Renzi ha fatto il solito capolavoro: «Ha piazzato un fedelissimo in un dicastero di spesa che era dell’Ncd e contemporaneamente si è liberato elegantemente di un “fratello maggiore” (la definizione è sua) forse un po’ ingombrante. Per questo Delrio, anche se mai farà polemiche, non è molto contento di com’è andata la partita».
Dietrologie a parte, il tema del cambio di poltrone rimbalza a Reggio dove tutti si chiedono se lo staff ultracittadino del neoministro lo seguirà armi e bagagli.
La risposta è sì, con la sola eccezione dell’attuale segretario generale di palazzo Chigi Mauro Bonaretti, la cui posizione è nettamente diversa dalle altre sia perché si tratta di un incarico ricevuto direttamente dalla presidenza del Consiglio, sia perché a Roma sarebbe inviso a più ambienti. Bonaretti potrebbe passare a capo di Gabinetto nel ministero delle Infrastrutture, ma se anche l’operazione andasse in porto, bisognerà aspettare il tempo necessario per un complicato passaggio di consegne con il suo successore, in un ruolo comunque altamente strategico.
Seguiranno sicuramente Delrio i membri reggiani del suo staff, quasi un’enclave arzana: Mimmo Spadoni, Maurizio Battini e Luisa Gabbi, tutti fedeli compagni di strada all’epoca in cui Delrio era sindaco di Reggio Emilia.
«Staff altamente affiatato e rodato da anni di lavoro insieme», si fa notare.
Secondo il Fatto Quotidiano, “Bonaretti sarà probabilmente sostituito dal suo vice Raffaele Tiscar, detto Lele, manager toscano-lombardo chiamato al governo da Renzi in persona nel maggio scorso. Col segretario generale se ne andrà anche la numero 3 di Palazzo Chigi, Marcella Castronovo, ex dirigente dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani di cui Delrio fu presidente. Dietro di loro, come detto, partirà pure qualche capo dipartimento”.
A Reggio, circolano in queste ore anche voci - peraltro non nuove - rispetto alla possibile cooptazione di un altro fedelissimo, ovvero l’architetto Massimo Magnani, suo parente - ma alla lontana - e attuale dirigente comunale.
Con Magnani, Delrio sindaco ha messo in piedi una serie di progetti in parte realizzati, in parte «ceduti in comodato» alla nuova giunta guidata da Luca Vecchi. Secondo voci reggiane, Magnani potrebbe essere inserito nello staff del neoministro: si tratta di gossip politico, è vero, ma molti sostengono che l’ex sindaco “si sia portato i suoi” per non restare affossato nella palude governativo-ministeriale romana.
Sul fronte delle opposizioni, l’onorevole M5S Maria Edera Spadoni contesta la nomina: con il caso della processione a Cutro, dice in una nota, Delrio ha dimostrato tutta la sua inappropriatezza.
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