Satanismo: due polli sgozzati trovati dentro il cimitero di Cavazzoli
La macabra scoperta all’indomani del venerdì santo: è una delle date indicate per i rituali delle sette. Accanto, un biglietto
REGGIO EMILIA. Due polli decapitati, avvolti in uno straccio nero, e abbandonati all’interno del cimitero. E’ la macabra scoperta fatta il sabato santo da due cittadini che si sono recati di buon mattino al cimitero di Cavazzoli.
Un ritrovamento che fa venire in mente subito riti satanici e messe nere. Non solo per il tipo di “reperti” recuperati, ma anche per la data stessa del rinvenimento: all’indomani del venerdì santo, data che i manuali indicano come una delle cinque cardine utilizzate dagli adepti delle sette.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10636358:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/01/09/news/allarme-satanismo-fra-incendi-e-sacrilegi-1.10636358]]
Un caso ancora tutto da chiarire sul quale sono partite le indagini della polizia. Erano circa le 8 quando da Cavazzoli è arrivata la chiamata. A farla due cittadini che di buon mattino si erano recati al camposanto e hanno notato in mezzo all’erba, vicino all’ala destra del cimitero qualcosa di anomalo. Quando si sono avvicinati hanno visto che si trattava delle carcasse di due polli, con ancora addosso le penne, ma sgozzati e senza testa.
Ma non è il solo rinvenimento fatto. Poco lontano, infatti, hanno visto un pezzo di carta bruciacchiato e un altro che delle scritte, probabilmente nomi. Anche se non si ha molta dimestichezza con riti satanici, messe nere e sette a facile intuire però che quel malloppo abbandonato dentro a un cimitero ha che fare con quello. Per tanto, i due hanno deciso di chiamare la polizia e di denunciare quel rinvenimento.
Sul posto ieri mattina in prima battuta sono intervenuti gli uomini delle Volanti, che hanno accertato quanto riferito per telefono dai due cittadini. In seguito sono arrivati anche i colleghi della Scientifica, per tutti gli accertamenti del caso.
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Ora, sul caso indagherà la Squadra mobile. La prima ipotesi è che qualcuno, nel cuore della notte, sia riuscito a entrare dentro il piccolo cimitero di via Rinaldi, probabilmente arrampicandosi dal cancello centrale. Una volta dentro, poi, avrebbe compiuto il rituale. Se si tratti poi di satanismo, dell’azione di una setta o del “gioco” di qualcuno che si è solo “divertito” a intrufolarsi di notte al cimitero per inscenare una “messa nera” saranno le indagini della polizia a chiarirlo.
Nel Reggiano, non è la prima volta che si sente parlare di strani rinvenimenti e del sospetto di riti in qualche modo legati all’occulto. Nella Bassa, andando molto indietro negli anni, era la golena del Po a essere indicata come teatro di rituali: si racconta del ritrovamento anche di ossa di pollo. Episodi sospetti poi vennero registrati una quindicina di anni fa.
Come nel 2001, nel cimitero di Albinea, la scritta 666 su una lapide e, nello stesso anno, il furto delle urne con le ceneri di due defunti al cimitero di Lemizzone. Anche se più spesso le profanazioni avvengono per mano di ladri senza scrupoli, per rubare rame, ma questi non hanno niente a che fare con le messe nere.
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