Spaccio ed estorsione: in carcere dopo 16 anni
Due fratelli di Reggiolo arrestati in queste ore per reati compiuti nel 1999: devono scontare quattro anni e mezzo ma tre sono “decurtati” dall’indulto
REGGIOLO. Di nuovo in carcere, per una vecchia storia di spaccio ed estorsioni. Venerdì scorso, 3 aprile, 16 anni dopo quei fatti per i quali sono stati condannati, i carabinieri di Reggiolo hanno arrestato Robert e Antonio Sessi, due fratelli di 47 e 44 anni originari di Milano e residenti da decenni in paese.
I due parenti dovranno scontare 18 mesi di carcere, condanna formalizzata dalla corte d’appello di Brescia proprio venerdì. Poche ore dopo i militari reggiolesi hanno concretizzato l’ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali della procura generale della Repubblica della corte d’appello bresciana.
E’ la conclusione di una quindicennale vicenda giudiziaria iniziata nel 1999 a Pegognaga di Mantova. Un operaio all’epoca 24enne, denunciò Robert e Antonio Sessi, un modenese di Novi, oggi 44enne, e il gestore di un bar di Pegognaga usato come centro per lo spaccio, anch’egli 44enne.
Il ragazzo, forte consumatore di cocaina, aveva un debito di oltre 40 milioni di vecchie lire con i suoi fornitori e venne malmenato e minacciato più volte, come “invito” a saldare le sue pendenze.
Nel settembre 1999, ormai disperato, raccontò tutto ai carabinieri, comprese le estorsioni, spiegando che i fratelli Sessi e il modenese erano i suoi spacciatori e utilizzavano come “base operativa” un bar di Pegognaga, con la complicità del titolare. Partirono le indagini, complicate dalle riluttanze dell’operaio, molto spaventato per le minacce ricevute.
Nel gennaio del 2005, più di dieci anni fa, arrivò la condanna in primo grado. Per i due fratelli reggiani e il modenese la pena fu di 4 anni e 6 mesi di carcere, oltre a 700 euro di multa, per le accuse di spaccio e estorsione aggravata. Il barista se la cavò con due anni di reclusione e 4mila euro di sanzione, perché considerato estraneo all’estorsione e quindi giudicato solo per lo spaccio.
Dopo la prima sentenza, i quattro condannati hanno presentato ricorso e la vicenda giudiziaria si è trascinata sino ad oggi. Il 3 aprile 2015, perciò, a 15 anni e mezzo dai fatti contestati, la corte di appello di Brescia – competente per il procedimento giudiziario avviato nel Mantovano – ha confermato quanto deciso dal tribunale nel lontano 2005: i fratelli Sessi sono stati giudicati definitivamente colpevoli.
La pena nel frattempo è scesa a un anno e sei mesi, perché compresa in quelle che hanno beneficiato dell’indulto e della decurtazione di tre anni dalle condanne originarie. Il compito di portare in carcere i Sessi è stato affidato ai carabinieri di Reggiolo, dove i due hanno sempre vissuto dall’epoca della prima denuncia, che li hanno arrestati venerdì e quindi portati nel carcere reggiano della Pulce.
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