Gazzetta di Reggio

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Sos alla Regione per salvare le fiere

di Evaristo Sparvieri
Sos alla Regione per salvare le fiere

Il presidente della Provincia Manghi sulla presenza del Luna Park: «Non è un segnale di resa per il futuro dell’area»

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REGGIO EMILIA. «Vogliamo portare all’attenzione del piano regionale la vicenda delle fiere di Reggio». Lo spiraglio è davvero minimo. E la presenza del Luna Park sembra un chiaro segnale di resa. Ma il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, non ci sta a passare come l’artefice della chiusura delle fiere, proprio nelle settimane in cui gli eventi organizzati hanno riscosso un buon successo di pubblico e gli operatori del settore chiedono certezze per programmare la prossima stagione.

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«Il Luna Park alle fiere? È stata solo una soluzione dettata dalle norme Enac, che non consentono più di organizzare eventi nel perimetro del campovolo – spiega Manghi – Ma la discussione non ci vede girati dall’altra parte. Non è mai stato così. Se un consiglio provinciale all’unanimità vota un’inversione sulla destinazione delle azioni Autobrennero, bisogna capirne le ragioni».

Da un lato, un piano di salvataggio da 20 milioni, approvato dalla precedente amministrazione provinciale, tramontato ormai del tutto. Da un altro lato, un processo che sembra irreversibile verso la cessione all’asta degli immobili di Mancasale. All’interno di questo perimetro, il riordino delle Province che, aggiunge Manghi, «in questo momento non riescono a chiudere i bilanci e che, nella voce investimenti, hanno zero euro».

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Sul destino delle fiere, ormai da tempo agonizzanti, secondo il presidente Manghi ci sono quindi almeno due ordini di valutazioni da mettere in conto: «Con la riforma Delrio, la promozione territoriale non rientra nelle quattro funzioni che lo Stato ci assegna – afferma – quindi c’è un primo tema normativo. C’è, inoltre, un tema finanziario. Con i tagli della legge di Stabilità, quando dico che abbiamo zero euro per gli investimenti sulle funzioni assegnate, non lo dico per metafora».

E sono proprio gli investimenti sulle funzioni delegate che rappresentano la priorità di Palazzo Allende: «È comprensibile capire da questo quadro che il primo dovere dell’ente è pagare il personale, aprire le sedi e svolgere le funzioni con un bilancio sostenibile. Sulle fiere abbiamo preso una decisione che non è un giudizio verso chi precedentemente ha fatto una scelta diversa dalla nostra, né sul valore stesso delle fiere. Noi abbiamo semplicemente detto che non siamo nelle condizioni di mantenere quell’impegno. Abbiamo bisogno di usare le azioni Autobrennero per realizzare investimenti basilari per il territorio. Ne cito due, rimasti fermi: il secondo stralcio della variante di Ponterosso e il polo scolastico di via Fratelli Rosselli. Progetti già sviluppati ma senza risorse».

Il tempo, tuttavia, su Mancasale stringe più che mai. E se per il 2015 c’è un’alta probabilità che le aste non vengano concluse, nel 2016 potrebbe calare definitivamente il sipario su qualsiasi evento fieristico. «Nelle dichiarazioni di intenti, il presidente della Regione ha stato annunciato un polo fieristico regionale, ragionando sul concetto di area vasta come per gli enti pubblici. Per il sindaco di Reggio Emilia e per il sottoscritto può essere uno schema da sviluppare. E, in questo contesto, le fiere di Reggio sono un obiettivo sul quale si può lavorare».

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