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Un hacker “succhia” il bonifico di un’azienda

di Andrea Vaccari
Un hacker “succhia” il bonifico di un’azienda

LUZZARA. Aveva trovato il modo di guadagnare soldi senza fare fatica, ma l’intervento dei carabinieri di Luzzara gli ha impedito che potesse appropriarsi di un bonifico da 6mila euro che una ditta...

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LUZZARA. Aveva trovato il modo di guadagnare soldi senza fare fatica, ma l’intervento dei carabinieri di Luzzara gli ha impedito che potesse appropriarsi di un bonifico da 6mila euro che una ditta sudcoreana aveva intestato a un’azienda di Luzzara.

La vicenda si è conclusa con una denuncia a carico di un disoccupato 33enne residente a Torino – con l’accusa di concorso in frode informatica – nei confronti del quale, ora che è stato scoperto, non è escluso che i carabinieri luzzaresi arrivino ad accertare ulteriori responsabilità per altre frodi di questo tipo, nel prosieguo delle indagini.

L’uomo denunciato ha dimostrato di avere abilità da vero hacker, in quanto era riuscito a inserirsi in una trattativa di compravendita tra un’azienda di Luzzara e una ditta con sede in Corea del Sud e aveva fatto in modo di ottenere da quest’ultima un versamento di circa 6mila euro, che in realtà erano stati destinati all’acquisto di numerosi componenti da utilizzare nel settore zootecnico.

Il titolare dell’azienda reggiana si era accorto che qualcosa non andava in quanto aveva ricevuto dalla ditta asiatica dei solleciti per la consegna della merce, per la quale era ancora in attesa di essere pagato.

I sudcoreani, dal canto loro, sostenevano invece che i soldi erano già partiti, ed erano stati inviati sul conto concordato.

Dopo un’attenta verifica, l’imprenditore luzzarese ha constatato che qualcuno si era illecitamente introdotto nella compravendita, e aveva inviato all’azienda sudcoreana un numero di conto (sul quale versare i soldi) diverso da quello della ditta di Luzzara.

A quel punto il titolare si è rivolto ai carabinieri di Luzzara, che hanno avviato le indagini e sono arrivati a identificare il responsabile della frode, grazie all’indirizzo Ip del suo computer, ricostruendo tutte le operazioni fino ad arrivare al beneficiario di questa pirateria informatica.

Oltre ad averlo individuato, i militari luzzaresi hanno subito bloccato il suo conto corrente, impedendo al 33enne di Torino di poter prelevare la somma incriminata, poi “stornata” all’azienda reggiana alla quale era destinata.

Le indagini condotte dai carabinieri sono tuttora in corso e puntano ad accertare eventuali analoghe condotte illecite messe in atto dal 33enne torinese: non è infatti escluso che l’uomo, con il probabile ausilio di altri complici, possa essersi introdotto nei sistemi informatici di altre aziende e aver messo in atto truffe dello stesso tipo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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