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la sfida tra operatori

Gasolio: in provincia consumi record per il riscaldamento

Gasolio: in provincia consumi record per il riscaldamento

Liquigas punta sul Reggiano per espandere la rete clienti. Gastaldi: «Il gpl è più economico e rispetta l’ambiente»

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REGGIO EMILIA. A Reggio, soprattutto nelle zone collinari e dell’Appennino, ci si scalda bruciando gasolio. Una sistema tradizionalmente utilizzato per necessità dove non passa la rete del gas, che pone però un problema ambientale, come avverte il Ministero dello Sviluppo Economico.

Secondo gli esperti, infatti, nel 2013 i consumi di gasolio ad uso domestico per il riscaldamento ammontano a 151.707 tonnellate in Emilia, di cui più di un terzo nella sola provincia di Reggio Emilia (53.329 tonnellate). Per quanto riguarda l’uso domestico per il termoelettrico i consumi in Emilia ammontano a 8.219 tonnellate, con ai primi posti Forlì (2.337 tonnellate), Ravenna (2.194 tonnellate) e Reggio Emilia (1.182 tonnellate).

«E’ presente quindi un consumo ancora piuttosto consistente di gasolio, con le conseguenze ambientali del caso, e ci sono margini di miglioramento da questo punto di vista anche grazie a un passaggio progressivo a fonti alternative come il gpl» spiega Franco Gastaldi, direttore di Liquigas per le regioni del nord Italia.

L’azienda, storicamente presente nelle case degli italiani con la classica bombola nera, nel tempo si è affermata come leader in Italia nella distribuzione di gpl (gas di petrolio liquefatto) distribuito tramite 900 rivenditori nelle regioni del nord e con una importante filiale a Cadelbosco. Da qui parte il piano di espansione del gruppo, che conta di ampliare il mercato reggiano facendo leva sulla prerogativa del gpl, che consente una sensibile riduzione delle emissioni in atmosfera.

La sfida tra gli operatori è partita da tempo e si basa su prezzi e servizio. Da tempo è partita la concorrenza anche dei biocombustibili solidi, in molti casi nettamente più economici dei combustibili fossili, in particolare il gasolio ed il gpl, che sono ancora oggi ampiamente impiegati per il riscaldamento di ambienti in aree non metanizzate, spesso in zone rurali e decentralizzate, e che fanno quindi la parte del leone.

«Per noi il territorio reggiano rappresenta già un realtà consolidata e che serviamo dalla pianura fino alla montagna - sottolinea Gastaldi - Visto l’ampio utilizzo ancora presente di gasolio, i nostri margini di crescita sono comunque rilevanti. Stiamo investendo nell’offerta per poter far comprendere anche i vantaggi derivanti dall’uso del gpl, che viene consegnato dai nostri operatori in maniera puntuale, business sul quale è cresciuta Liquigas, che vanta una rete molto ampia».

La sfida è raggiungere quindi territori diversi, anche remoti, tramite una rete in Italia di circa 140 venditori, 30 tra stabilimenti e depositi, una flotta di 230 autobotti di proprietà e 6.000 rivenditori di bombole, 2 terminali marittimi e depositi costieri oltre a un terminale ferroviario. Proprio il gpl è una delle alternative al gasolio anche perché non presenta rischi di contaminazione del suolo e sottosuolo e le emissioni di anidride carbonica sono nettamente inferiori rispetto al gasolio.

«Il gpl, infatti, è una vera e propria forma di energia pulita: emette circa il 20% in meno dell’anidride carbonica prodotta dal gasolio e il 30% in meno di quella prodotta dal carbone. Non solo, in un periodo di grande attenzione per quanto riguarda le polveri sottili presenti nell’aria, anche in funzione dei limiti posti dall’Unione Europea, il gpl rappresenta una fonte energetica le cui emissioni di Pm10 risultano vicine allo zero». (e.l.t.)

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