«Manca il collaudo delle casse»
Mammi, consigliere provinciale: «Doveva finire nel 2011, ma non ci sono risorse»
REGGIO EMILIA. Il Crostolo è caratterizzato da estreme siccità estive e situazioni talvolta preoccupanti nei periodi particolarmente piovosi. Ad Alessio Mammi, consigliere provinciale con delega alla Pianificazione territoriale e Agricoltura, abbiamo chiesto se è possibile tranquillizzare la cittadinanza sulla sicurezza del torrente in tutti i suoi tratti. «Nel bacino del torrente – spiega Mammi – si raccolgono volumi di piogge nettamente inferiori a quelli degli altri torrenti a noi vicini. Questo caratterizza le prolungate secche estive e le ricorrenti magre. Stante tali minori volumi idrici e portate fluviali i livelli di rischio sono più bassi, ma nonostante questo già prima degli anni ‘80 si sono avviati gli studi e le attività volte a incrementare la sicurezza idraulica. Infatti gli argini maestri del Crostolo, nonché la Cassa di laminazione a monte della città di Reggio, sono stati progettati e realizzati nei decenni per stadi successi con riferimento alla piena con tempo di ritorno duecentennale (vale a dire che si ipotizza che il fenomeno ha probabilità di ripetersi una volta ogni 200 anni ndr). Come per tutte le infrastrutture, occorre però effettuare dei monitoraggi in quanto le opere in terra possono essere soggette agli effetti del tempo».
Quali opere sono state realizzate nel recente passato?
«A seguito alle alluvioni degli anni '60-70, si è manifestata l’esigenza di procedere alla realizzazione di casse di espansione lungo i principali corsi d’acqua, anche della nostra provincia. Tale programmazione ha portato alla realizzazione, da parte dell’ex Magistrato per il Po, ora Aipo, delle casse di espansione del Secchia e dei torrenti Enza e Crostolo».
A che punto siamo?
«In riferimento alle opere sul Crostolo, Aipo ha inserito, sul bilancio 2005, le risorse necessarie per procedere al collaudo delle casse del sistema idraulico di Villa d’Este e ha pianificato nel 2006 la posa, sullo sbarramento in cemento, sulle sponde e sui restanti manufatti, delle apposite strumentazioni di misura che, durante le prove di invaso del collaudo vero e proprio, servono al monitoraggio delle strutture e alla verifica della effettiva capacità di tenuta. Nel 2008 Aipo ha dilatato i tempi avviando la prima fase solo nel mese di novembre. Nel 2010-2011 avrebbe dovuto essere avviata la seconda fase del collaudo, inerente le prove di svaso-invaso, ma ad oggi non risultano inserite nel programma triennale Aipo le risorse necessarie».
Possiamo stare tranquilli lo stesso?
«Ad un tavolo di lavoro convocato in prefettura, Aipo ha riferito in merito alla piena funzionalità delle casse di laminazione pur in assenza di collaudo completo».
I propositi del protocollo d’intesa del dicembre 2011 a che punto sono?
«Il 14 dicembre 2011 è stato approvato il protocollo d’intesa per la “Valorizzazione del torrente Crostolo: Immissione di acqua dal canale reggiano del Secchia” tra provincia di Reggio Emilia, Bonifica dell’Emilia Centrale, Comune di Reggio Emilia, Arpa, Iren Emilia Spa, Stb, Aipo al fine di immettere acqua dal Canale di Secchia in Torrente Crostolo con la finalità di mantenere ed incrementare le condizioni di naturalità ed ecologico-ambientali del torrente e al tempo stesso di bilanciare i carichi provenienti dagli scarichi dei principali depuratori urbani delle pubbliche fognature, rispetto alle scarse portate idriche naturali defluenti nel torrente. Negli anni precedenti, in situazioni di siccità, sono effettuate specifiche cacciate d’acqua quando le ridotte portate idriche del torrente erano tali da incidere sulle sue condizioni ambientali da parte della Bonifica su richiesta di Provincia ed Arpa di attivazione dell’immissione».
Cosa manca veramente oggi al Crostolo?
«Quello che da anni è stato promosso dalla Provincia è la messa a punto di un sistema di governance condiviso e partecipato, perché per i sistemi naturali complessi, come quelli dei corsi d’acqua occorre attivare sistemi di sinergia fra i vari soggetti che hanno titolo e competenze per attuare azioni concrete volte al miglioramento ambientale ed a mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza idraulica».(c.co.)
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