«Satanismo, non c’era sangue: il sacrificio altrove»
Parla l’uomo che ha trovato i due polli sgozzati la notte del venerdì santo: «Quel cancello resta sempre aperto»
REGGIO EMILIA. «I due polli erano qui. Senza testa e uno di fronte all’altro. Soltanto uno era adagiato su di un panno nero. Accanto un foglietto con scritto dei nomi. Ma non si capivano: erano uno sovrascritto all’altro. Si capiva poco. Francesco, mi pare ci fosse scritto...».
A parlare davanti all’ala destra del cimitero di Cavazzoli e a indicare un punto a terra dove ancora si possono vedere alcune piume bagnate è uno dei signori, residente in zona, che sabato mattina ha fatto la macabra scoperta: quella di due polli decapitati la notte del venerdì santo e abbandonati all’interno del camposanto. Un rinvenimento che fa pensare alle sette e ai sacrifici rituali.
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La questione non è stata presa sotto gamba dalla questura, che sabato mattina dopo la segnalazione ricevuta da due cittadini ha fatto intervenire sul posto anche il personale della Scientifica che ha passato al setaccio l’intero camposanto. E ora, è stata avviata un’indagine per fare piena luce sul fenomeno: sia che si tratti di uno scherzo, o di un atto di emulazione rispetto alle pratiche delle sette ispirato da internet o, invece, dell’azione di una vera e propria setta in azione nel nostro territorio, la polizia è determinata a scoprirlo.
«Qui il cimitero è sempre aperto. Alla sera, viene chiuso il cancello, tirata la catena, ma non c’è il lucchetto...» ci spiegano da Cavazzoli. Dunque, gli autori del “sacrificio” non hanno dovuto scavalcare il cancello, ma semplicemente aprirlo ed entrare.
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Una condizione questa che potrebbe, in effetti, aver invogliato gli stessi a scegliere proprio il piccolo cimitero della frazione: è abbastanza isolato da non dare nell’occhio se, nel cuore della notte, qualcuno decide di intrufolarsi all’interno.
«E’ stato un amico che ha qui sepolta la figlia morta prematuramente qualche anno fa ad accorgersi dei polli – spiega l’anziano – Lui viene ogni giorno al cimitero, di primo mattino e sabato ha notato le due carcasse a terra. Così, è venuto al bar dove c’eravamo io e altri raccontandoci dell’accaduto. Così, siamo venuti tutti a vedere e abbiamo deciso di chiamare la polizia».
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A tutti è parso, infatti, chiaro che quei due animali sgozzati potevamo avere a che fare con riti e simbolismi legati all’occulto. «Abbiamo anche guardato se vicino ci fosse la tomba di qualcuno di particolare. Ma non ci sembra. Qui ci sono solo i morti della frazioni, gente che più o meno conoscevamo tutti» spiega l’anziano. Ma saranno le indagini della Squadra mobile, che da sabato ha dato avvio a un’indagine specifica – forse, è la prima volta che nel Reggiano si indaga nella direzione delle sette – a verificare se la scelta del cimitero di Cavazzoli è casuale o se invece è voluta.
«Di certo fino alle 21 di venerdì tutto era a posto – commenta ancora l’anziano - e quei due animali non sono stati uccisi qui. A terra non c’era una goccia di sangue. Vuol dire che sono stati decapitati altrove». Sembra essere questa l’unica certezza sul sacrificio dei due animali.
Da queste parti, non risulta che siano mai stati fatti altri rinvenimenti del genere. E anche i residenti dicono che tutto sommato la zona è tranquilla. Nessuno che sia stato notato aggirarsi per il cimitero con fare sospetto.
Quello che dice la letteratura in materia di sette, tuttavia, è che il venerdì santo è una notte cosiddetta “esoterica”, di quelle cioè scelte dalle sette per i propri rituali. Così come sono scelti tipicamente per i sacrifici, purtroppo per loro, i polli. E’ per questo che l’episodio non viene sottovalutato.
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